No a polemiche, unire le energie per il bene comune
FINIRE LE POLEMICHE ED UNIRE LE ENERGIE PER SERVIRE IL BENE COMUNE di Gianfranco Fisanotti
In Parlamento, Istituzione di più alto livello della democrazia nell’alveo della Costituzione,
alcune forze politiche si comportano come se non vi fossero i problemi che assillano l’Europa
e l’Italia ed altresì come se non fossero finite le elezioni.
Tutti conoscono le difficoltà del momento che bloccano
la crescita della Nazione aggredita prima dal Covid, poi
dalla guerra importata e dalla inflazione, mentre il
giacimento delle opportunità è stato mortificato da una
crisi energetica asfissiante. Ci vorrebbe, appunto, una
presa di coscienza orientata verso soluzioni condivise,
ignorando guerre di potere che stanno annoiando la
pubblica opinione e danneggiando l’economia. Quando
v’è di mezzo l’interesse comune, quel bene insostituibile
che è indivisibile per sua stessa natura, tutti debbono
fare la loro parte. Maggioranza ed opposizione devono
piegarsi dinnanzi alla maestà dei bisogni che attendono
risposte lasciando perdere l’insolita propaganda che
impazza sui media pubblici e privati. Bisognerebbe
ricordare la lezione di Palmiro Togliatti che, nel dopo
guerra, seppe anteporre la pacificazione ad una contrapposizione tra fazioni rivali. Occorre
lasciare intatta alla democrazia la possibilità di manifestarsi appieno nelle aule deputate,
favorendo le soluzioni con l’unico scopo di servire l’interesse della Nazione. Sarebbe davvero
deleterio, per non dire inutile, privare di ossigeno un dibattito costruttivo dove le intenzioni
dovrebbero dirigersi verso obiettivi di ripresa economica, di ricerca del lavoro per tutti, di
nuovi processi di formazione professionale, di riduzione del cuneo fiscale e delle tasse per dare
risposte all’attuale congiuntura. Ha ragione chi invoca la pace, ma è bene sapere che un così
nobile freno alle passioni della guerra deve partire dalla consapevolezza dei motivi che hanno
causato il conflitto. Solo la verità, per brutta e terribile che sia, può spalancare la strada verso
la tregua. Quando si è immersi in un conflitto così aspro e determinato, le ragioni dei
contendenti non stanno mai da una sola parte perché altrimenti non avrebbero senso né
l’inizio né l’auspicata fine di questo disastro umanitario proprio a ridosso dell’Europa e
dell’Occidente. Le Nazioni europee hanno il difficile compito di favorire l’inizio di un nuovo
dialogo che metta da parte lo strazio delle armi e che promuova una grande solidarietà
comune per ricostruire la memoria e, con essa, rapporti di civile convivenza. Vi sono già
troppi conflitti nel mondo per attardarsi nella prosecuzione di nuovi lutti e di tremende
miserie, laddove occorre portare un segno di fratellanza umana. Il Parlamento scaturito dalle
elezioni del 25 settembre u.s. ha una sola missione: pensare al bene dell’Italia ed al futuro
delle nuove generazioni.
