Musumeci: Zona Falcata ed ex Margherita di Giovanni Frazzica

Musumeci: Zona Falcata ed ex Margherita di Giovanni Frazzica


Musumeci a Messina per Zona Falcata ed ex Margherita di Giovanni Frazzica

Così il Presidente Nello Musumeci ha aperto i lavori dell’incontro dedicato alla riqualificazione della Zona Falcata: “Questa non vuole essere l’ennesima riunione sulla Zona Falcata di cui si parla dalla metà degli anni ‘80. L’obiettivo adesso è capire e comprendere cosa si può fare subito, nell’immediato, per iniziare a dare un segnale tangibile. Non ho convocato questo incontro a Palermo, ma a Messina, perché questo è innanzitutto un patrimonio unico di questa città oltre ad essere patrimonio universale. Abbiamo la possibilità di fare qualcosa che restituisca speranza“. L’importante incontro è stato ospitato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed ha fatto registrare la partecipazione di Prefettura, Comune, Autorità di sistema portuale dello Stretto, Università di Messina, Genio Civile, Capitaneria di Porto, Marina Militare e Ferrovie dello Stato. Soggetti importanti in un’area su cui insistono competenze diverse che devono trovare intese e sinergie. Il presidente Musumeci ha illustrato la sua proposta volta a  programmare una riqualificazione per tappe. L’idea vincente sembra appunto quella di procedere per tappe dunque, non puntare ad un grande unico progetto per restituire alla città l’intera Zona Falcata, ma iniziare da subito a lavorare su una porzione e poi procedere per gradi successivi. Con il supporto dello storico Franz Riccobono è stato individuato il probabile punto di partenza per l’inizio dei lavori: si tratterebbe della galleria Santo Stefano e dell’area circostante, salvo conferme dei tecnici. “Negli ultimi due anni alcuni passi avanti sono stati compiuti da parte dell’Autorità di sistema, è un buon segnale ma non basta – ha detto ancora Musumeci – Occorreranno almeno 10 anni per completare la bonifica di tutta l’area. Per questo proviamo a immaginare un’azione che consenta gradualmente di riqualificare l’area falcata. Individuiamo le aree che possono essere rese fruibili attraverso interventi di recupero e procediamo in questo senso. Dallo Stato, proprietario di gran parte delle aree, ci faranno sapere quanto impegneranno per la bonifica, la Regione è qui per dire che è pronta a mettere sul piatto qualche milione di euro per il recupero e la tutela dei beni culturali perché è questo l’ambito su cui possiamo intervenire”.  Poi il Presidente ha aggiunto rivolgendosi direttamente all’Università: “Chiedo al Rettore Cuzzocrea se l’Università è disponibile a produrre entro 90 giorni un progetto di massima generale e uno particolareggiato sull’area individuata da cui iniziare. Prima di Natale spero di poter annunciare che una prima porzione della Zona Falcata in estate potrà essere fruibile tanto da essere inserita nei circuiti turistici”. E’ stato questo il momento in cui si è notata maggiormente l’assenza  l’assenza del sindaco De Luca, perché il Rettore Salvatore Cuzzocrea, rispondendo in diretta a Musumeci, ha precisato che i progetti già esistenti, come quello sull’area della Marina, potrebbero essere cantierabili già subito. Ma sulla nuova programmazione non ha nascosto qualche riserva sui 90 giorni di tempo chiesti dal Presidente, per cui si dovranno valutare le nuove ipotesi. “L’Università – ha affermato Cuzzocrea – è determinata a far sì che questa zona possa tornare alla fruibilità e siamo disponibili con tutto il nostro know how”. Il Comune capoluogo, assente il sindaco, ufficialmente impegnato in alcuni incontri in piccoli incontri in piccoli comuni della provincia di Messina, ma come ritengono molti addetti ai lavori ecclissatosi per non incontrare il suo “rivale politico” Musumeci, era rappresentato dall’assessore Salvatore Mondello, che ha avuto, dopo aver perso la vice-sindacatura qualche mese addietro, un nuovo quarto d’ora di celebrità. Mondello ha parlato di un’iniziativa assolutamente condivisibile, ma per iniziare bisogna capire qual è lo stato dell’arte del processo  di accessibilità alla zona. “Mettiamo sul tavolo tutte le progettualità in corso, come il progetto che riguarda la Via don Blasco, mettiamo tutto a sistema, cerchiamo di essere operativi sulle progettualità già espresse”. Anche le altre istituzioni presenti hanno dichiarato la loro condivisione per questo progetto da realizzare per tappe. In particolare l’Autorità di Sistema portuale ha sottolineato il lavoro già iniziato per bonificare l’area con investimenti importanti realizzati con i propri bilanci. Anche Marina Militare, Capitaneria di porto e Ferrovie dello Stato si sono dichiarate pronte a collaborare, precisando tuttavia, per le diverse competenze, che si dovranno trovare i percorsi più adatti per superare ostacoli burocratici, normativi e di vario genere, non tralasciando l’esigenza di recuperare ulteriori fondi. Infine va sempre tenuto presente il fatto che una parte importante della zona ricade all’interno di una base militare attualmente operativa. Presente anche una delegazione di deputati messinesi dell’Ars composta da Pino Galluzzo, Elvira Amata, Antonio De Luca e Valentina Zafarana. Tutti i parlamentari presenti hanno accolto con favore la proposta Musumeci. Nella stessa giornata il Presidente ha voluto parlate anche di altro  tema che gli sta particolarmente a cuore: il Polo museale e la biblioteca regionale che dovrebbero sorgere all’ex ospedale Margherita e per cui la Regione sta avviando le gare. Il Presidente infatti ha annunciato l’avvio della procedura: “Abbiamo già pubblicato l’avviso di gara per 4 padiglioni“. Il padiglione 10 sarà destinato alla biblioteca regionale e i padiglioni 1, 2 e 3 al polo museale. “Le gare sono in corso per l’affidamento dei progetti”. Quindi per la “Cittadella della Cultura partite le gare per l’affidamento dei progetti”. I padiglioni in disuso diventeranno polo museale e biblioteca regionale. Circa un anno fa, nel corso di un incontro pubblico sul viale della Libertà, il Presidente della Regione aveva assunto un impegno per la riqualificazione dell’ex Margherita. “Nei padiglioni in disuso sorgerà la Cittadella della Cultura“. Ora il Presidente annuncia l’avvio della procedura: “Abbiamo già pubblicato l’avviso di gara per 4 padiglioni. Il padiglione 10 sarà destinato alla biblioteca regionale e i padiglioni 1, 2 e 3 al polo museale. Le gare sono in corso per l’affidamento dei progetti”. Soldi e lavoro che stanno per arrivare a Messina, ma anche in questo caso nessun segno di interesse da parte del sindaco De Luca, che non ha neanche detto una parola rispetto al fatto che sono stati depennati i progetti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina ed all’Aeroporto del Mela dai piani per cui il governo nazionale  riceverà ben 209 miliardi dell’Europa. Ma neanche per i ritardi nella procedura per lo sbaraccamento il sindaco ha fatto cose da pazzi, ma una cosa pazzesca l’ha fatta si chiama “Catenox”: si tratta di un ciondolo in argento col mezzobusto del primo cittadino, realizzato, su richiesta della titolare di una gioielleria di Santa Teresa di Riva, Tonina Urbano, dalla  Giovanni Raspini, nota azienda toscana. Ufficialmente questa iniziativa, che ricorda un il capriccio degli imperatori romani di far coniare monete e statue con le loro sembianze, serve per conferire parte del ricavato vendita al Conservatorio Arcangelo Corelli di Messina per sostenere gli studenti appartenenti a nuclei familiari disagiati. C’è da aggiungere che De Luca sarebbe entrato in contatto con l’Istituto Corelli seguendo la sua passione per gli strumenti a fiato che, partendo dalla iniziale cornamusa, di cui è provetto suonatore, lo avrebbe portato lungo un sentiero evolutivo che gli vuol far conseguire il diploma di maestro di clarinetto. Il Ponte, il Museo, l’Aeroporto, la Zona Falcata, le baracche, certo saranno temi importanti per i messinesi, ma è bene che ne parlino col presidente Musumeci che con loro ha assunto degli impegni ed è un uomo capace di mantenerli. A Cateno De Luca la libertà di esprimersi con l’arte, la musica e le sue molteplici geniali passioni, improbabilmente produttive.

  • tratto dal settimanale I VESPRI; Nella foto Cuzzocrea e Musumeci a Messina.

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