Mistretta, un ritorno al passato di Gaetano Catania

Mistretta, un ritorno al passato di  Gaetano Catania

UN RITORNO AL PASSATO ” ACCHIANATA “… AL CASTELLO di Gaetano Catania
In questi giorni c’è a Mistretta, un ripido sentiero che è molto affollato di gente che sale..e poi scende, un luogo, alla cui sommità, il cuore batte forte.. forte, che ci fa rimanere senza fiato per alcuni istanti, presi da tantissime emozioni. Un luogo, dove il tempo sembra essersi fermato,u Castiuddu. Ed è proprio questo nostro antico maniero, che oltre a racchiudere vecchi ruderi e tanta storia, custodisce gelosamente anche gran parte delle nostre sensazioni, delle nostre esperienze di vita vissuta a Mistrtetta. Quante volte ci siamo arrampicati per quel tortuoso sentiero, con lo sguardo fisso rivolto verso l’alto, nel tentativo di intravedere la vetta, ma nello stesso tempo cercavamo di non voltarci indietro, per lasciare dietro di noi il passato, convinti sempre di più, che più in alto si sale e più lontano si può vedere l’orizzonte, e chi più lontano vede, più a lungo sogna. Fin dalla nostra infanzia tutti siamo stati attratti da questo luogo affascinante e suggestivo, pieno di misteri, di vecchi racconti popolari, con i resti di un Castello bizantino, situato sulla collinetta più alta del promontorio. Alcuni fanno risalire questo vecchio Castello al tempo dei Fenici, poi dominato da arabi e normanni, e poi essere definitivamente distrutto nel 1600. Quante volte, quante salite abbiamo fatto da ragazzi, spesso anche da adulti, ma ogni volta con tre stati d’animo totalmente diversi.prima da bambini, poi da ragazzi, da adulti e poi da emigrati .Chi non ricorda la prima volta..? Ancora bambini sognavamo già di salire lassù di corsa, di fare quel sentiero in un sol fiato, con lo spirito di ” avventura”, sognando, non appena saliti in cima, di vedere davanti al portone di quel Castello, tante dame e damigelle di corte, osservare i loro cavalieri duellanti davanti al ponte levatoio, vestiti con delle corazze luccicanti, con elmi ricoperti di tante piume colorate, con enormi scudi di ferro e con in mano spade affilate, pronti a combattere per difendere il Castello, e noi.. pronti ad entrare in campo in mezzo a loro, magari con una spada di legno, a combattere.La seconda volta, è stato indubbiamente da ragazzi, con uno spirito naturalmente molto diverso, da quando eravamo bambini, molto più maturo, più pagato, molto ” romantico”. Questa seconda ” acchianata “, spesso la facevamo in compagnia di ragazze, amiche, compagne di scuola, fidanzate, con la voglia di passare alcune ore insieme, immersi in quel luogo silenzioso, celestiale, molto romantico,quasi paradisiaco, dove ci sembrava potessimo toccare il cielo con un dito, e dove bastava chiudere gli occhi per sognare, sognare di volare nel tempo, in quella immensa vallata verde, con lo sfondo il mare azzurro, magari mano nella mano con la propria fidanzata.La terza volta, che siamo saliti al Castello, è stato indubbiamente quando eravamo adulti, spinti da un grande desiderio, fatto di ” ricordi ” Volevamo rivivere, lassù, quelle vecchie e piacevoli sensazioni, fatte di bellissimi ricordi e di esperienze indimenticabili, che abbiamo vissuto in quel luogo. Un luogo, che nonostante il tanto tempo passato, rimane sempre immutato, come i nostri ricordi e che rivediamo molto volentieri, amiamo tanto rivedere quei ruderi, quelle erbacce, tutte quelle pietre acculate sotto la porta d’ingresso del Castello. La quarta,volta è indubbiamente quella più drammatica e faticosa, quando ritornando a Mistretta, per pochi giorni di ferie, sentiamo forte forte quel desidero di salire al Castello, ma questa volta abbiamo uno spirito ” nostalgico “, molto triste, più triste di tutte le altre volte, perché spesso siamo accompagnati dai nostri figli o dai nostri nipoti, che ci fanno toccare con mano di quanto tempo sia passato e che ormai siamo diventati vecchi.. come quei ruderi del Castello. Ma in cuor nostro, da mistrettesi, sogniamo di salire ancora per tante altre volte al Castello, e di fare quella ripida salita, magari non di più di corsa, ma piano.. piano, come abbiamo cercato di fare in tutta la nostra vita, salendo tanti gradini, prima quelli più bassi, poi quelli a metà, e poi quelli più in alto, dove facciamo più fatica e abbiamo il fiato molto più corto…ma vogliamo proseguire lo stesso, per salire quei gradini ancora più in alto, ormai tali da non farci vedere il successivo e che pensiamo forse di non poter più superare… ma la nostra grande forza di volontà e la nostra fede in Mistretta…ci costringe a non mollare mai..mai.. e risalire al Castello…

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