Messina: se gli ebrei vogliono parlare possono farlo

(ANSA) – MESSINA, 25 NOV – “Se gli ebrei vogliono parlare anche loro sul Palco possono farlo, noi non siamo contro gli ebrei, ma contro i sionisti lo stato di Israele che sta facendo dei massacri a Gaza. Siamo in democrazia quindi tutti possono parlare. I fatti contano non le parole. Lo ha detto Rene Abu-Rub orginaria della Cisgiorndania durante il corteo organizzato a Messina da non Una di Meno al quale stanno partecipato oltre 500 persone sotto la pioggia. Inizialmente è stato fatto a Messina come a Roma dove c’è un’altra manifestazione nazionale un flash mob con un ballo di flamenco per ricordare tutte le donne. Alcuni gruppi appartenenti all’associazione Non Una di Meno provenivano anche da Palermo, Catania, Lamezia e Catanzaro. (ANSA) NA, 25 NOV – “È stato un segnale importante fare qui una delle due manifestazioni nazionali visto i due femminicidi sul nostro territorio negli ultimi tempo, tra l’altro la Sicilia è la regione che ha il primato dei fenminicidi, quindi per noi è importante essere oggi in piazza. È stato organizzato qui uno dei due cortei soprattutto per quelle persone che dal Sud non potevano raggiungere Roma perché purtroppo, anche a livello di trasporti, le regioni del Meridione in generale soffrono un forte gap. L’età delle vittime è abbastanza trasversale, però c’è stato un abbassamento dell’età negli ultimi tempi e si dovrebbe fare formazione a scuola”. “Noi tuttavia prosegue Claudia Bellomo- riteniamo che alla fine, nonostante tante parole, non si sia realmente investito in un cambiamento culturale. Anche l’ultima proposta fatta dal Governo di svolgere 12 ore facoltative, il pomeriggio per le ultime classi del superiore che risposta può essere? Se vogliamo fare un cambiamento culturale dobbiamo agire in tutte le classi e si deve partire da ragazzini”. (ANSA).

(ANSA)- MESSINA, 25 NOV -“Mi posso permettere di dire che non è una legge che va a integrare norme già esistenti perché in realtà l’ordinamento italiano ha numerosissime leggi a contrasto della violenza di genere e sopratutto dal 2013 in poi, dal punto di vista normativo secondo me l’Italia è abbastanza coperta”. Lo ha detto Maria Gianquinto, presidente del centro antiviolenza Cedav Messina durante la manifestazione nazionale di Nkn una di meno a Messina.
il problema è che serve molto altro: penso sicuramente che occorre la formazione di chi opera in alcujni settori, ad esempio la Procura e le forze dell’ordine, perché secondo mese serve una preparazione specifica sull’argomento. Quest’ultimo femminicidio ha raccolto lo sdegno della popolazione italiana e sopratutto dei ragazzi essendo le parti interessate dei giovani, questo ha smosso il sentiemento delle scuole. Abbiamo visto che ci sono state moltissime manifestazioni, quindi secondo me è fondamentale la formazione e la sensibilizzazione nelle scuole”. (ANSA).

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