MESSINA, NOI MODERATI: CIRCA 500 CANDIDATI RISCHIANO DI NON CONOSCERE IL PROPRIO RISULTATO, È INACCETTABILE

MESSINA, NOI MODERATI: CIRCA 500 CANDIDATI RISCHIANO DI NON CONOSCERE IL PROPRIO RISULTATO, È INACCETTABILE

OMUNICATO
NOI MODERATI: “A MESSINA CIRCA 500 CANDIDATI RISCHIANO DI NON
CONOSCERE IL PROPRIO RISULTATO. È INACCETTABILE”

Trasmessa al Comune di Messina, alla Prefettura e alla Regione Siciliana una formale istanza di
accesso agli atti e ai dati delle recenti elezioni amministrative per conoscere le preferenze dei
candidati di tutte le liste.
Messina, 21.07. 2026
Noi Moderati – Partito Popolare Europeo ha trasmesso al Comune di Messina, alla Prefettura – Ufficio
Territoriale del Governo di Messina e alla Regione Siciliana una formale istanza di accesso agli atti e ai dati
relativi alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026.
L’iniziativa nasce da una questione grave e non più rinviabile: per 16 liste su 26 presentate per il Consiglio
comunale di Messina, tra cui Noi Moderati, che non hanno superato la soglia di sbarramento, non risulterebbe
oggi possibile conoscere in modo completo e ufficiale tutte le preferenze riportate dai singoli candidati.
Secondo quanto emerso, infatti, numerosi verbali sezionali risulterebbero inattendibili o comunque non idonei
a consentire una ricostruzione completa delle preferenze individuali. Di conseguenza, allo stato, sarebbero
disponibili soltanto le preferenze ufficiali delle liste e dati parziali relativi ai singoli candidati.
Una situazione del genere, se confermata, sarebbe gravissima.
Non si possono lasciare circa 500 candidati, insieme ai loro sostenitori, ai partiti e alle liste che li hanno
candidati, senza dati elettorali ufficiali completi. Non si può chiedere ai cittadini di partecipare al voto e poi
negare, ritardare o rendere difficilmente conoscibile il risultato effettivo della consultazione.
I dati elettorali non sono proprietà degli uffici.
Non appartengono all’Amministrazione.
Non possono essere trattati come una pratica secondaria da chiudere appena proclamati gli eletti.
Appartengono ai cittadini.
A Messina, il seggio centrale elettorale unico, presieduto da un magistrato, dopo avere proclamato il Sindaco,
i 32 consiglieri comunali, i 7 presidenti di circoscrizione e i 63 consiglieri circoscrizionali, avrebbe chiuso i propri
lavori senza che risultasse completata e resa pienamente conoscibile la ricostruzione dei dati relativi a tutti i
candidati e a tutte le liste.
La proclamazione degli eletti non esaurisce il dovere di trasparenza. Il procedimento elettorale non può
considerarsi realmente concluso, sotto il profilo della conoscibilità democratica, se centinaia di candidati e
migliaia di elettori non possono conoscere con certezza i risultati completi.
Alle recenti elezioni amministrative di Messina hanno votato 116.772 elettori, pari al 61,93% degli aventi diritto.
I voti validi sarebbero stati poco più di 104 mila, mentre si stimano 12.563 voti tra schede bianche, nulle,
contestate e non assegnate, pari al 10,75%.
Inoltre, le 16 liste che non hanno superato la soglia di sbarramento avrebbero raccolto complessivamente
23.289 voti, pari al 22,34%. Non si tratta dunque di un dato marginale, né di una platea irrilevante. Parliamo
di migliaia di cittadini che hanno espresso una scelta politica e che hanno diritto di vedere quella scelta
correttamente registrata, verificata e resa conoscibile.
La democrazia non può avere problemi di costo. Se il voto viene chiesto ai cittadini, il risultato deve essere
garantito, controllabile e accessibile. Diversamente, si finisce per trasformare la partecipazione elettorale in
un rito monco: si vota, si proclama chi entra nelle istituzioni e tutto ciò che resta fuori diventa nebbia.
A Messina, dopo la riforma elettorale che ha introdotto l’elezione diretta del Sindaco, si è progressivamente
consolidata la prassi politica di moltiplicare liste e candidati. Si tratta di una scelta formalmente legittima, ma
certamente anomala nei suoi effetti, soprattutto quando produce una competizione elettorale enorme,
complessa e difficilmente governabile sul piano della ricostruzione dei risultati.

Proprio per questo, maggiore è il numero delle liste, maggiore deve essere il rigore nella verbalizzazione, nella
conservazione, nella verifica e nella pubblicazione dei dati. Non il contrario.
Anche questo dato, rafforza l’esigenza di un accesso integrale agli atti e ai prospetti ufficiali.
Va ricordato, inoltre, che vi è stato un vero e proprio ritardo democratico: a distanza di un mese dal voto del
25 maggio, tutti gli eletti non risultavano ancora definitivamente certi. La verifica del seggio centrale unico si è
chiusa soltanto a fine giugno e il Consiglio comunale si è insediato il 5 luglio.
In questo contesto, la piattaforma elettorale predisposta dal Comune di Messina rappresenta uno strumento
utile, ma non sufficiente: per le preferenze dei candidati al Consiglio comunale, risulterebbero consultabili
soltanto i dati relativi alle liste che hanno superato la soglia di sbarramento e che partecipano al riparto dei
seggi.
Ogni candidato ha diritto di sapere quante preferenze abbia ottenuto, sezione per sezione, anche se
appartenente a una lista non ammessa al riparto. Allo stesso modo, ogni cittadino ha diritto di conoscere
l’intero quadro dei risultati elettorali, senza omissioni, senza zone d’ombra e senza dati parziali.
Per questa ragione, Marcello Greco, capo lista di Noi Moderati, insieme a Gino Sidoti, delegato della lista dei
candidati al Consiglio comunale, hanno chiesto il rilascio di copia integrale degli atti elettorali, dei verbali, dei
prospetti riepilogativi, delle graduatorie complete dei candidati, dei dati relativi alle singole sezioni e delle
informazioni concernenti schede bianche, schede nulle, schede contestate e non assegnate.
La richiesta riguarda anche i dati delle elezioni circoscrizionali, affinché sia possibile ricostruire in modo
completo l’intero procedimento elettorale, nonché il rilascio dei dati numerici e tabellari in formato digitale
aperto e rielaborabile, ove disponibile o comunque detenuto dall’Amministrazione, così da consentire una
verifica effettiva e non meramente formale dei risultati.
Non è una questione di parte: è una questione di legalità democratica.
Il voto è il momento più alto della vita istituzionale di una comunità. Se i suoi risultati non sono integralmente
conoscibili, verificabili e accessibili, viene meno il presupposto minimo della fiducia tra cittadini e istituzioni.
A quanto pare, al Comune di Messina non si è ancora compresa fino in fondo la gravità della questione. Il
rispetto delle normative in materia di accesso, trasparenza e corretta tenuta del procedimento elettorale non
è una formalità, né una bazzeccola amministrativa. È il fondamento stesso della legalità democratica.
Noi Moderati attende pertanto che il Comune di Messina, la Prefettura e la Regione Siciliana forniscano
riscontro nei termini di legge, rendendo disponibili tutti gli atti e tutti i dati richiesti.
In mancanza di un riscontro completo e soddisfacente, saranno valutate tutte le iniziative previste
dall’ordinamento a tutela dei diritti dei candidati, delle liste, degli elettori e dei cittadini.
La trasparenza elettorale non è un favore.
È un dovere

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