Messina: candidati senza nome, alleanze senza confini
MESSINA VERSO LE ELEZIONI – Candidati senza nome, alleanze senza confini – tratto da SCOMUNICANDO.IT
la partita è appena iniziata Incipit: Tra voci, silenzi e cambi di campo, la corsa elettorale prende forma senza ancora scoprirsi davvero.
L’analisi ….

Allo stato, il centrosinistra non ha ancora formalizzato alcuna candidatura.
L’avv. Marcello Scurria – già segretario cittadino dei Democratici di Sinistra – da settimane lascia intendere sui social di essere pronto alla corsa. Tuttavia, con ogni probabilità, non sarà lui il punto di sintesi dell’area progressista.
Le indiscrezioni più insistenti, anzi, lo collocano sorprendentemente – ma non troppo – nell’orbita del centrodestra. Del resto, la sorpresa dura lo spazio di un titolo. L’avv. Scurria ha sempre interpretato la politica come un centrocampista di movimento: da avversario di Buzzanca a suo consulente, da sostenitore di Genovese a critico severo – o viceversa, a seconda delle stagioni – fino al rapporto con Cateno De Luca, passato in breve dall’intesa politica alla separazione senza troppi convenevoli.
Un cursus honorum che racconta più di una dichiarazione programmatica.
Sul versante opposto, il centrodestra – per voce del segretario regionale della Lega, il senatore Germanà – assicura compattezza.
Il nome, però, ancora non c’è.
E in politica l’ufficialità non è un dettaglio: finché manca, tutto resta sospeso tra trattative, smentite tattiche e attese strategiche.
Le coalizioni si dichiarano unite, ma è il candidato che misura davvero il grado di coesione. In questo scenario si inserisce il sindaco uscente Basile, deciso a giocare la partita fino in fondo. La sua candidatura appare la più lineare sul piano della continuità amministrativa, ma sarà il giudizio sull’azione di governo a trasformarla – o meno – in un vantaggio competitivo.
Non mancheranno, come da tradizione, i candidati “di testimonianza”: c’è chi scende in campo per convinzione autentica, chi per presidiare uno spazio politico, chi per costruire un futuro posizionamento. In ogni tornata elettorale qualcuno corre per vincere, qualcuno per contare, qualcuno per esserci.
Fa parte del gioco democratico.
A fare da colonna sonora, una sequenza incessante di video-messaggi, endorsement più o meno spontanei e querele annunciate con solennità teatrale. Se dalle dichiarazioni si passerà agli atti concreti lo diranno le cancellerie; per ora siamo alla fase delle prese di posizione, talvolta più roboanti che sostanziali.
Capitolo a parte meritano i “comunicatori” , quelli freelance e chi fa già audience, insieme a quelli di mestiere.
Anche loro, inevitabilmente, entrano nella dinamica. Il mercato è aperto. Un paio risultano già stabilmente “in squadra” – cosa importante per far meno confusione – e la cosa si percepisce. Altri restano in vigile attesa, pronti a trasformarsi in addetti stampa al primo cenno utile.
Nulla di scandaloso: è fisiologia della competizione politica.
L’importante è non confondere il commento con la militanza, né l’analisi con l’arruolamento. E poi ci sono le primedonne – in senso figurato e, talvolta, letterale – cui è stato affidato il “giocattolo” della candidatura o di un ruolo pubblico e che ora cercano, legittimamente, di valorizzarlo tra ambizione personale e investitura altrui.
Anche questo è copione consolidato: in politica chi intravede uno spazio prova a occuparlo, e nessuno accetta volentieri la parte della comparsa. Il quadro, insomma, è completo: candidati dichiarati e potenziali, aspiranti kingmaker, società civile mobilitata, poteri forti, poteri un tempo forti e oggi meno incisivi, poteri deboli ma rumorosi.
Un mercato aperto, vivace, persino affollato. La partita è appena iniziata, ma il clima lascia intuire una campagna elettorale intensa.
Alla fine, però, conterà meno il volume dei proclami e molto di più la capacità di parlare a un elettorato che osserva con crescente disincanto. La scena è rumorosa; le urne, per natura, sono silenziose. E tra palco e voto, spesso, corre una distanza che solo i più lucidi riescono a colmare.
Lillo Zancleo, SCOMUNICANDO
