MESSINA BLOCCATA DAL TRAM E DALLE DECISIONI SBAGLIATE
L’incidente di ieri mattina su Viale della Libertà
MESSINA BLOCCATA DAL TRAM
E DALLE DECISIONI SBAGLIATE
Messina bloccata dal traffico non è una novità. Specie nella zona nord. In particolare sul viale della Libertà, per proseguire sulla litoranea verso Ganzirri. E viceversa. No, non è una novità. Così come non è una novità che nessuno pensi a trovare il modo per eliminarne le cause (che, poi, come vedremo in seguito, se si volesse realmente farlo, sarebbe facilissimo. E in queste condizioni, quando si resta imprigionati nel traffico circa due ore e senti le sirene delle ambulanze che ti lacerano le orecchie perché non possono aprirsi un varco, e pensi a chi sta aspettando soccorsi inutilmente, non sai chi ringraziare o maledire per i danni che ha procurato, o sta procurando alla città e magari alla vita di qualcuno.
E così ieri è successo che per un incidente, forse anche banale, provocato da una moto (così si dice, pare che neanche i rilevatori al momento abbiano risolto la dinamica, viale della Libertà è stato chiuso da intelligenti in divisa per circa due ore. Forse più. Il che ha provocato la paralisi totale nella corsia da nord verso il centro, così come, per effetto dell’intasamento nella rotonda bassa dell’Annunziata, dal centro verso il nord, verso Ganzirri, In un orario in cui in tanti, moltissimi, si riversavano verso la riviera alla ricerca di una spiaggia libera o un lido per combattere i 40 gradi.
Litri di sudore versato, appuntamenti perduti, ritardi sul lavoro. E tutto questo perché? La ricerca dei perché occorre farla risalire a circa 20 anni addietro, quando un sindaco (che ora accusa l’attuale di non rappresentare tutti i messinesi, mentre allora lui ….)diede il là ai lavori del tram. Che doveva essere una metropolitana di superficie, ma che, sin dal primo momento, non lo è stata, pur conservandone tutte le caratteristiche di realizzazione. Cioè sede tranviaria chiusa con aiuole. Le quali, oltre a limitare la carreggiata in entrambi in sensi (ma non solo sul viale della Libertà) e costituire così un ostacolo alla circolazione veicolare (si pensi ad una manovra di emergenza, ad esempio), le quali aiuole, si diceva, costituiscono anche delle vere e proprie piccole dighe quando piove, tanto da far trasformare le strade dove passa il tram in altrettanti laghi. Cose da intelligenti, insomma.
Ieri , però, si è superato il livello di guardia, si è addirittura chiuso un senso di marcia, coscienti che il traffico ne sarebbe risultato bloccato. Intelligentoni in divisa. Al comando.
A tutto ciò si aggiunga che la sede stradale, in entrambi i sensi, già ristretta dalla sede tranviaria, si restringe ulteriormente per la sosta selvaggia: auto in seconda e terza fila, magari in seconda fila parcheggiate a spina di pesce. In una strada ad alta densità di traffico. E cosa si fa per evitare questo? Niente! Ci si affida non alla divisa scoraggiante, ma al “buon senso” degli automobilisti. Che magari, pur avendo posti liberi qualche metro più avanti (o indietro) si fermano assolutamente là, dove devono scendere, in seconda o terza fila. Perché è “là” che devono andare.
Ringraziare o maledire, quindi? Ognuno si regoli come vuole. “Al proprio buon cuore” si direbbe. Ma i “colpevoli” (se tali sono e se devono essere additati) li dobbiamo far risalire a venti anni addietro (quando è stato progettato il tram) e da allora, fino ad oggi, a quanti, per indolenza o per ordini ricevuti, hanno sempre permesso la “sosta selvaggia” là dove non può e non deve essere consentita per caratteristiche stradali e opportunità di traffico.
Cosa si sarebbe potuto fare ieri? Ad esempio aprire un varco nella sede tranviaria (quasi a ridosso della rotonda all’Annunziata bassa, verso il centro) e far scorrere da lì il traffico, sulle rotaie del tram, nello stesso senso. Nessun pericolo. Ma … Il ma sta al particolare apparecchio che misura le intelligenze umane, se esiste. L’accorgimento migliore, unico, però, sarebbe uno solo: eliminare le aiuole che delimitano la sede tranviaria e far camminare il tram, così come nelle altre città, parallelamente al traffico, nel traffico. Nessuno, poi, è così scemo da mettersi sotto le ruote dello stesso tram. Lo dimostra il fatto che quando, per varie ragioni, si recano in una città servita dal tram, sanno come muoversi e tornano integri a casa. Ma la soluzione è così semplice (tra l’altro darebbe anche un po’ di lavoro ad una città che tra poco non saprà come tirare avanti) che nessuno ci pensa. Perché? Perché chi tiene i fili del comando è troppo….intelligente per attuare cose così semplici. gam
