Messina, 33 arresti per corse cavalli, droga e scommesse

Messina, 33 arresti per corse cavalli, droga e scommesse

Al momento si contano ben 33 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili – a diverso titolo – di reati di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio.

Le misure cautelari, emesse dal Gip presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Messina,  si basano sulle indagini dei carabinieri Nucleo Investigativo Reparto Operativo del Comando Provinciale di Messina sull’operatività della famiglia mafiosa “clan Galli”, del rione “Giostra”, collegata al boss Luigi Galli, capo riconosciuto dell’intera zona. Notevole, ma sorprendente, il ruolo di Giuseppe Irrera, ufficialmente commerciante di prodotti ortofrutticoli, tuttavia genero di Luigi Galli, quindi rappresentante del clan Galli sul territorio, in forza della fiducia del suocero da anni recluso al 41 bis.

Irrera e i suoi sodali erano, fra l’altro, dediti all’organizzazione di competizioni clandestine di cavalli, da cui – secondo gli investigatori – traevano ingenti profitti attraverso la gestione del correlato e proficuo business delle scommesse illecite. Il gruppo criminale aveva base operativa presso un noto negozio di rivendita di frutta e verdura di proprietà dell’Irrera, sito nel popoloso quartiere cittadino di Giostra, ove avvenivano anche le riunioni per organizzare le competizioni.

Le corse clandestine si svolgevano di notte, in pochi minuti, su strade urbane ed extraurbane che venivano rapidamente chiuse al transito da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, con il fine di consentire il passaggio di cavalli e calesse e di fermare l’eventuale intervento di pattuglie di polizia. Scongiurata anche una sorta di guerra di mafia con un clan di catanesi collegato con il clan Santapaola per presunte irregolarità collegate a scommesse collegate a gare clandestine.

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