Matteo contro Matteo di Cosimo Recupero

Matteo vs Matteo di Cosimo Recupero

Non c’è dubbio che Renzi abbia giocato una grande partita, uscendo dall’angolino nel quale lui stesso si era cacciato con la sua bulimia di potere.

Avere cambiato idea sul governo insieme ai cinquestelle gli ha guadagnato la fama di uno che ha fiuto politico.

In realtà, il governo giallorosso non è tutta farina del suo sacco. E’ ovvio che la cabina di regia sia stato il Quirinale. Mattarella non poteva concedere le elezioni al primo stormir di foglie perché, oltre a dare il Paese in mano ad un manipolo di neofascisti sbruffoni, avrebbe creato un precedente gravissimo, in base al quale lo scioglimento delle camere lo stabiliscono le aziende di rilevazioni demoscopiche.

Però Renzi si è preso la scena, non c’è dubbio. A questo punto bisogna vedere quanto durerà. E sulla durata, nessuna previsione può essere attendibile, per varie ragioni.

La prima è che Renzi, per tornare protagonista, ha lasciato il governo in mano al suo ormai ex partito, ritagliandosi per sé il ruolo di unico antagonista di Matteo Salvini. Uno scontro fra titani, per qualcuno. Un incontro di boxe fra pugili suonati, per altri. Un vero e proprio Matteo vs Matteo, proprio per usare un termine agonistico.

Con questa mossa però Renzi rischia di impantanarsi in una lotta che potrebbe logorarlo. La Lega, infatti, nonostante i cali nei sondaggi, è ancora accreditata al 30%, mentre la nuova formazione di Renzi, Italia Viva, non si schioda da un 3 o 4% circa.

Inoltre, sfidando direttamente Salvini, Renzi ha sì acceso la luce su di sé, ma anche sul suo nemico. Sfidandolo addirittura in TV, Renzi ha offerto a Salvini una tribuna politica che il nuovo corso RAI gli aveva negato.

Si aggiunga anche un altro fattore: Renzi ha sicuramente bisogno di tempo per organizzare Italia Viva, ma questo lo costringerà a partire molto, molto indietro rispetto agli altri; perché alle prossime regionali probabilmente non potrà correre con il suo ex partito, che invece farà alleanze civiche con il gigante grillino. E quindi Renzi rischia di sembrare troppo piccolo e irrilevante non solo rispetto alla Lega, ma anche rispetto alla nuova coalizione giallorossa.

Inoltre Renzi, per non sprofondare negli abissi del nulla politico, avrà bisogno anche di una nuova legge elettorale in senso proporzionale, per evitare che i suoi pochi punti in termini di voti, sembrino ancora meno in termini di seggi. Ed è qui che Zingaretti può passarsi lo sfizio di logorare l’ex sindaco di Firenze. Perché è notorio che il proporzionale piace anche al PD derenzizatto, ma niente impone di fare presto questa legge elettorale. E fino a quando non ci sarà questa riforma, Renzi dovrà continuare a combattere una battaglia che potrebbe sfinirlo. Questa volta, per sempre.

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