Matryoshka: fabbrica russa di fake news contro Moldova
Operazione Matryoshka: la fabbrica russa delle fake news che minaccia la Moldova e le democrazie del mondo di Salvatore Mammola
di Salvatore Mammola
Non servono carri armati per piegare una democrazia fragile, oggi quale democrazia non lo è? Bastano fake news, siti clone, bot e video manipolati. È questa l’essenza dell’operazione Matryoshka, la più sofisticata campagna di disinformazione lanciata dal Cremlino contro la Repubblica di Moldova e la sua Presidente Maia Sandu. Ma ciò che accade a Chișinău non è un caso isolato: è un laboratorio di guerra ibrida, pronto a essere replicato nelle prossime elezioni in Europa e oltre.
Il nome scelto “Matryoshka” non è casuale: come le bambole russe che si aprono una dentro l’altra, la propaganda russa costruisce falsità dentro altre falsità. Si parte da un sito clone che imita BBC o Euronews, si aggiunge un video deepfake confezionato come fosse un’inchiesta, si moltiplica il messaggio tramite centinaia di account falsi e bot su Telegram e X.
Il risultato è un inganno credibile, capace di confondere anche i cittadini più attenti.
Ad un mese dalle prossime elezioni legislative il bersaglio principale è la Presidente Maia Sandu, simbolo della scelta europea della Moldova. Le narrazioni tossiche sono numerose e calibrate per colpire emozioni e paure:
- Corruzione inventata: una finta inchiesta attribuita a Bellingcat la accusava di aver sottratto 24 milioni di dollari, rilanciata da una copertina BBC falsificata.
- Propaganda a pagamento: un rapporto manipolato di sedicenti media francesi sosteneva che Sandu spendesse 1 milione di dollari al giorno per comprarsi il consenso.
- Attacchi estremi: graffiti digitali e video minacciavano la sua “esecuzione” il 1° giugno, evocando impiccagione e sedia elettrica.
- Accuse grottesche: un sito legato a reti vicine a Yevgeny Prigozhin la accusava, insieme a Zelensky, di traffico di bambini ucraini verso pedofili occidentali.
Tutto falso. Ma sappiamo bene che una bugia ripetuta può insinuarsi nell’opinione pubblica e diventare una verità. In soli tre mesi (aprile–luglio 2025) sono state diffuse trentanove notizie inventate contro la Presidente Sandu ed il governo, a fronte di zero casi nell’anno precedente. I contenuti hanno raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni su Telegram. Alcuni falsi video – come quello che la dipingeva come “svenditrice della Moldova a BlackRock” – hanno superato le 100.000 visualizzazioni ciascuno.
Secondo alcune fonti investigative, la rete conta 119 cellule territoriali, 1.900 cellule principali e oltre 33.000 attivisti pagati, per un totale di circa 84.000 persone coinvolte. Nel referendum e nelle elezioni moldave del 2024 sarebbero stati comprati fino a 150.000 voti, con l’obiettivo di arrivare a 300.000.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è un nuovo ed inquietante elemento. I propagandisti russi hanno sfruttato sistemi come ChatGPT per:
- Generare articoli in più lingue, aumentando la portata globale;
- Spingere le AI a citare come affidabili siti falsi che imitavano testate reali;
- Automatizzare bot e account falsi che rilanciavano le fake news senza sosta.
Le intelligenze artificiali non producono menzogne, ma ne amplificano la diffusione, l’AI è, quindi, un moltiplicatore di credibilità e velocità di penetrazione e propagazione capillare.
La Moldova non è il primo Paese democratico preso di mira, dalle bugie russe:
In Romania durante le presidenziali del 2024, oltre 100 influencer pagati (con 8 milioni di follower) hanno diffuso contenuti filo-russi su TikTok. Gli investimenti superavano il milione di euro: i risultati furono annullati per irregolarità.
In Germania è stato lanciato dall’intelligence l’allarme su interferenze russe nelle elezioni parlamentari del 2025.
Durante le proteste sociali in Francia sono circolati siti falsi che simulavano comunicati del Ministero della Difesa, amplificando le tensioni.
Le minacce sono esplose, anche negli USA, nel 2016 e con le presidenziali del 2025, la guerra dei dati, i deepfake e le fake news hanno raggiunto livelli senza precedenti.
Il modus operandi è sempre lo stesso: sfruttare l’ignoranza, dividere, polarizzare, erodere la fiducia nelle istituzioni.
Ieri 27 agosto 2025, i leader di Francia, Germania e Polonia – Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Donald Tusk – si sono recati a Chișinău per celebrare il 34esimo anniversario dell’Indipendenza della Moldova e mandare un messaggio forte e chiaro: l’Europa non abbandonerà un Paese bersaglio delle menzogne del Cremlino. Ma la solidarietà non basta. Occorre un fronte comune contro la disinformazione, che includa:
- l’educazione al fact-checking e all’uso critico dei social;
- il sostegno ai media indipendenti ed il monitoraggio dei contenuti generati con AI;
- una stretta collaborazione tra governi, Istituzioni europee e piattaforme digitali.
Appare chiaro che l’operazione Matryoshka non è una semplice campagna di fake news: è una guerra invisibile, una matrioska di menzogne progettata per soffocare la verità e indebolire le democrazie dall’interno. Oggi colpisce la Moldova. Domani potrebbe colpire chiunque. Difendere la verità non è più solo un compito di tutti i giornalisti, “i cani da guardia della democrazia”, ma una responsabilità collettiva: di governi, istituzioni, piattaforme e cittadini. Non dimentichiamo che la democrazia non si difende da sola.
- nella foto la Presidente Maia Sandu
