Matrimonio all’italiana di Cosimo Recupero
Sembra passato un secolo da quando Matteo Renzi suonava la carica ai suoi al motto di “noi minacciamo di restare”.
Di fronte all’ipotesi di uno scisma o di una espulsione, a quel tempo Renzi parlava della unità del Partito Democratico come un valore da salvaguardare, da difendere a tutti i costi, anche di fronte alla atavica rissosità della sinistra.
E così, l’ex sindaco di Firenze, sembrava che dovesse unificare il PD e salvarlo prima di tutto da sé stesso, dalla sua incapacità di restare unito.
In effetti il Partito Democratico aveva sempre mostrato i difetti peggiori delle due anime che aveva unificato, e cioè quella comunista o, se preferite, progressista, e quella democristiana.
Della sinistra, infatti, aveva ereditato proprio la rissosità, la perenne inclinazione a trovare il pelo in ogni questione, la indomabile forza centrifuga tipica dei comunisti che, appena non sono d’accordo su qualcosa, fosse solo il menù della festa di partito, ci stanno mezzo secondo a fondare un nuovo partito dal quale, per gemmazione, prima o poi ne nascerà un altro, e poi un altro e così via, all’infinito.
Dell’ex DC, invece, il PD ha ereditato il camaleontismo, ovvero la capacità di essere tutto e il contrario di tutto, a seconda delle convenienze politiche. E se questa poteva essere una dote qualche decennio fa, oggi rischia di essere scambiata per puro opportunismo.
Diciamolo chiaramente: il PD è stato un matrimonio all’italiana. Una unione nata solo per l’interesse di unire due patrimoni elettorali completamente diversi che, giocoforza, hanno finito per consumarsi reciprocamente.
Da qui una considerazione. Renzi ha già fatto capire che vuole uscire dal partito. Oggi minaccia di andarsene, non di restare. Ma chi dice che sia necessariamente un male?
Renzi non è uomo di sinistra. Prima del PD la sua esperienza politica è stata tutta democristiana.
Adesso dice di voler fondare un nuovo partito liberal e di sinistra. Benissimo. Lo faccia. Probabilmente questa cosa farà più bene che male ai dem.
Proporre una offerta politica più articolata, potrebbe riportare nel perimetro del centrosinistra un buon tesoretto di voti oggi disperso fra grillini, azzurri e, in qualche caso, anche Lega.
Per usare un celebre motto militare coniato dal feldmaresciallo prussiano Helmuth Karl Bernhard von Moltke, è meglio marciare separati per colpire uniti.
E che questa scissione, in realtà sia solo un divorzio di comodo, lo si capisce anche dal silenzio di Zingaretti e della nuova dirigenza del PD.
