Mariella Crisafulli: abolite il termine capofamiglia

Mariella Crisafulli: abolite il termine capofamiglia

La Consigliera di Parità Mariella Crisafulli ha voluto precisare con una nota che il termine “capofamiglia” utilizzato nella comunicazione ufficiale del Comune riporta indietro di circa 40 anni le lancette dell’orologio. Questa la nota della d.ssa Crisafulli:

Al Sig. Sindaco Comune di Messina
On. Cateno De Luca
All’Assessora alle Pari opportunità
Dott.ssa Carlotta Previti
Loro Sedi
Prot. n. 45 del 9 maggio 2020
Oggetto: Abolizione figura del c.d. “Capofamiglia”
Egregio Sig. Sindaco. Gentile Assessora,
ho letto dalla stampa che l’accesso al cimitero di Messina, è disciplinato dalla lettera del cognome
del capofamiglia: una parola che ci riporta indietro di oltre 40 anni, un concetto di altri tempi, quando
l’Italia rispettava ancora la norma contenuta nell’art. 144 del Codice civile, che prevedeva il ruolo di
capofamiglia e lo attribuiva al marito. Come sappiamo la norma è stata abrogata dalla legge 19
maggio 1975, n. 151 con la Riforma del diritto di Famiglia. Mentre in primo tempo la qualifica di
capofamiglia era stata mantenuta ai soli fini anagrafici, è stata definitivamente soppressa nel lontano
1989 con il DPR 30 maggio, n.223.
Continuare ad usare la parola capofamiglia, pertanto, attraverso i documenti ufficiali di una
amministrazione, comunicandolo poi alle masse tramite i mezzi di informazione, ci mette davanti
all’evidenza che, a parte i cambiamenti del codice civile, non si tiene in considerazione l’evoluzione
della società.
Come Consigliera di parità della Città Metropolitana di Messina, quale figura istituzionale di
promozione delle pari opportunità, di contrasto alle discriminazioni di genere, non posso non rilevare
che la parità di genere passi anche attraverso il linguaggio che deve riconoscere, ma anche creare
le condizioni di un cambiamento sul piano culturale e sociale.
Pertanto, auspicherei per il futuro una maggiore attenzione nelle varie forme di comunicazione, che
deve essere attenta, corretta e consapevole, utilizzando termini inclusivi che non facciano cadere
negli stereotipi.
Ringraziando per l’attenzione, porgo distinti saluti.
La Consigliera di Parità
(f.to dott.ssa Mariella Crisafulli)

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