L’uomo del Colle di Cosimo Recupero
Oggi, domenica, Giuseppe Conte ha detto che entro martedì, massimo mercoledì, scioglierà la riserva sulla formazione del nuovo governo.
In pratica, l’unico nodo resta quello della poltrona di Di Maio che, sommamente preoccupato per i destini del Paese, pensa che il governo, senza di lui vicepresidente del consiglio, sia destinato al fallimento.
La qual cosa è davvero graffiante per uno come lui, che ha campato una vita accusando gli altri di essere attaccati alle poltrone.
Persino Grillo lo ha mollato. Oggi ha dichiarato di essere stanco di sentire parlare di dieci o venti punti e che questa è la grande occasione per cambiare l’Italia. E se persino Grillo, titolare del copyright sul vaffanculo in scala industriale, ha mollato Di Maio, forse sarebbe arrivata l’ora per il giovane campano, di mollare la presa e lasciare che il governo prenda il largo, con o senza di lui.
Detto questo, sembrerebbe che la partita si sia ormai ristretta a due soli soggetti: Conte e Zingaretti, ed ai loro più stretti collaboratori.
Ma non è così. Sulla scena, ancora una volta, si affaccia Silvio Berlusconi che, dopo aver capito che il destino di Salvini e della Meloni è ormai segnato, ha deciso di ritagliarsi un nuovo ruolo, tutt’altro che secondario: quello di unico moderato fuori dal recinto del governo. E, se ci fate caso, non è roba da poco.
Il governo Conte-bis, se sbaglierà le prime mosse, ma anche quelle successive, potrebbe autocondannarsi alla batosta elettorale alle prossime elezioni. I rischi sono alti, ovviamente, per la natura stessa dei due protagonisti.
Il movimento 5 stelle potrebbe essere tentato dalla solita retorica populista: soldi facili a chi non lavora, attacco alle istituzioni portato avanti con l’accetta per tagliare parlamentari, promesse farlocche di varia natura. In poche parole, il solito refrain populista che già troppi danni ha portato al Paese. E questo approccio potrebbe essere generato dalla voglia di Di Maio di rompere e tornare, magari fra qualche mese, fra le braccia di Salvini. Per questo motivo Di Maio va fermato, silenziato, bonificato, messo in quarantena, ridotto in condizione di non fare del male a nessuno.
Dalla parte del PD e dei suoi alleati minori, la tentazione potrebbe essere quella di tornare a parlare di temi che, con tutto il rispetto per i diretti interessati, non sono esattamente prioritari per la maggioranza degli italiani: adozioni gay, spinelli e immigrazione incontrollata.
Di fronte a tutto questo, Berlusconi, che ha già segnato la distanza con i suoi ex alleati, potrebbe accreditarsi come l’unica vera opposizione parlamentare al governo nascente e, con lo spauracchio di un ritorno con Salvini e Meloni, potrebbe costituire un deterrente per evitare che questo governo deragli alla prima curva. In sostanza, per lenire le preoccupazioni di Mattarella, Berlusconi potrebbe giocare un ruolo da vero moderato ed essere l’uomo del Colle. La prova la avremo presto, quando si porrà sicuramente il tema della nuova legge elettorale in senso proporzionale.
