L’UNITA’ DEL MEZZOGIORNO PER L’UNITA’ DELL’ITALIA
L’UNITA’ DEL MEZZOGIORNO PER L’UNITA’ DELL’ITALIA di Maurizio Ballistreri *
Quasi a certificare la modernità dell’iniziativa, lontana da ogni rivendicazionismo d’antan, si è costituito via webinar e coordinato da Napoli il movimento Mezzogiorno federato, che ha in Claudio Signorile, già autorevole dirigente e ministro socialista, il leader.
A Mezzogiorno federato partecipa il movimento sicilianista e autonomista “Unità Siciliana – le Api”, con alcuni suoi esponenti, tra cui gli ex parlamentari Salvatore Grillo e Salvo Fleres, docenti universitari come Andrea Piraino e chi scrive, e sicuramente un protagonista sarebbe stato il compianto editore de “I Vespri” Carmelo Rapisarda.
Si è detto che la tragedia della “Peste del XXI secolo”, con l’ingente massa di liquidità in funzione anti-recessiva che l’Unione europea metterà a disposizione dell’Italia, può costituire un’opportunità “storica” per il Mezzogiorno d’Italia, allo scopo di recuperare lo squilibrio economico e sociale con il resto del Paese.
Il Mezzogiorno, infatti, sconta, anche, la sua storica arretratezza nei confronti del resto del Paese, per i guasti prodotti dal processo unitario del quale ricorre quest’anno il 160 anniversario, su cui hanno pesato in forma prevalente (se non esclusiva!) gli interessi del Nord, ma anche per una classe dirigente meridionale in larga parte incapace di esprimere cultura di governo e self-government e che ha alimentato clientele e parassitismi e una gestione del potere slegata da valori e programmi, con una evidente propensione al vassallaggio, legato allo scambio subalterno tra assistenzialismo e consenso.
Servono investimenti in infrastrutture immateriali, innanzitutto la banda larga e il wi-fi libero, e materiali, come l’Alta velocità su tutto il territorio meridionale, il rifacimento di strade e autostrade, un grande hub portuale internazionale e il potenziamento del sistema dei porti e il Ponte sullo Stretto, che l’Unione europea considera un’opera strategica di collegamento nell’ambito del Corridoio 1 Berlino-Palermo.
Il Sud deve essere unitariamente inteso come piattaforma logistica e strategica dell’incontro tra un’Unione europea che, finalmente, sembra mettere in soffitta l’austerity, e assume quali stelle polari politiche espansive della domanda e rilancio del Welfare State, e i paesi rivieraschi del Mediterraneo.
Mezzogiorno federato avrà consenso se riuscirà, in primo luogo, a far sviluppare la coscienza politica di un’alleanza tra le regioni meridionali, per un corretto equilibrio distributivo tra Nord e Sud del Paese.
Una grande alleanza politica e una nuova sfida culturale, dunque, quelle lanciate da Mezzogiorno federato, per uno scenario di crescita sociale ed economica, nell’ambito di una politica strategica di coesione nazionale ed europea, in cui rilanciare i temi dell’autogoverno del Meridione storicamente al centro della migliore cultura meridionalista, da Gaetano Salvemini ad Antonio Gramsci e a Giustino Fortunato, da Luigi Sturzo a Gaetano Dorso.
