L’ultima bugia: dai cantieri del Ponte può arrivare arsenico

La fantasiia di coloro che cercano di ostacolare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sembra davvero inesauribile. Ecco quanto scrive un non meglio identificato gruppo no ponte della periferia sud della città:“Non ci faremo avvelenare dai vostri cantieri. Se si vuole immaginare l’impatto che i cantieri del Ponte avranno sulle città dello Stretto basta osservare cosa sta accadendo intorno ai lavori per il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo. Lunghe file di camion lungo le arterie stradali che attraversano la Riviera Jonica, rumori insostenibili e aria irrespirabile per chi abita a ridosso delle reti di recinzione, fino ad arrivare alla estrazione di materiali di scavo che contengono arsenico e altri metalloidi in quantità preoccupanti. L’epifenomeno di questa condizione è stato registrato nel Comune di Nizza di Sicilia, dove una ordinanza del sindaco ha dichiarato l’acqua non potabile a causa delle percentuali di arsenico contenute e la talpa che operava per scavare la galleria Sciglio è stata fermata per ordine della Procura della Repubblica”. Questa reazione non tiene conto del fatto che il problema che è sorto a Nizza Sicilia, grave ma singolare, è stato circoscritto e risolto e non può essere considerato una costante del territorio siciliano, nel senso che ogni qual volta si scava, per qualsiasi motivo, quindi non solo per il Ponte, si trova dell’arsenico. Se così fosse, sarebbe la fine, o un grosso handicap per tutti i lavori pubblici e privati dell’Isola. Così non è, quando si scava si può frovare di tutto: ferro, rame, carbone, oro, argento, petrolio, reperti archeologici, ma anche sostanze pericolose che vanno neutralizzate, tuttavia tutto questo non può essere motivo sufficiente per giustificare lo stop a lavori di importanza fondamentale per lo sviluppo del territorio e con grandi ricadute dul livello occupazionale. Del resto, tornando al discorso Ponte, il 2 gennaio il Giornale di Milano ha pubblicato un articolo significativo riferito ad una esponente attiva del movomento no ponte messinese di cui riportiamo questo brano: “Aurora Notarianni è l’avvocato dei “No Ponte”. È lei a rappresentare il movimento contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto ed è stata lei il riferimento legale dei recenti ricorsi contro l’opera. Basti pensare alla class-action presso la sezione imprese del Tribunale di Roma oppure al ricorso di WWF e Lipu al Tar. Ebbene: l’avvocato Notarianni ha pubblicato sul suo profilo Facebook una bellissima fotografia di Shanghai, in particolare della modernissima Skyline. Un simbolo di progresso, di futuro, di domani. Ma come? Il progresso cinese va celebrato sui social mentre quello italiano va ostacolato? Emblematiche le stoccate tra i commenti raccolte da Strettoweb, in ordine sparso: “Sicuramente lì sono avanti mentalmente! mica si sono posti il problema dell’uccello padulo che va a sbattere sul grattacielo… hanno guardato al loro benessere, hanno guardato al PROGRESSO. Loro sono intelligenti“, “E io che credevo che Lei fosse innamorata dallo Skyline di Villa San Giovanni con lo splendido svincolo autostradale in Centro Città!!“, “Spiegategli che lì una volta c’erano alberi e uccelli e non ci sono ambientalisti che facevano ricorso al TAR per fermare il progresso e il lavoro degli uomini. Mostri piuttosto una foto oggi di Villa San Giovanni dal mare“. Folgorata sulla via di Shanghai o che? Del resto recentemente anche Federico Basile, il sindaco di Messina fedele seguace di Cateno De Luca, sembra essere tornato sulla linea del Si Ponte dopo che il suo leader si è consegnato politicamente nelle mani del Presidente della Regione siciliana, da sempre favorevole alla realizzazione della Grande Opera. Per il momento della verità mancaherebbero ormai pochi giorni, tuttavia non si possono escludere colpi di scena, sgambetti e scorrettezze di vario genere. La strada, quando si deve fare qualcosa a favore del Sud Italia, è sempre in salita e irta di difficoltà.

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