Lo scherzetto di Baden-Powell di Cosimo Recupero
Lord Roberto Stephenson Smith Baden-Powell era un giovanissimo generale della cavalleria inglese. Per gli inglesi divenne un vero eroe a cavallo fra la fine del 1899 e l’inizio del 1900 in un episodio passato alla storia, la famosa battaglia di Mafeking, nella quale l’allora colonnello riuscì a resistere ad un assedio all’interno del piccolo paesino per ben sei mesi, nonostante non avesse né uomini né mezzi per riuscire nell’impresa.
Il suo genio gli suggerì infatti di utilizzare mezzi di fortuna, come le scatole metalliche dei biscotti, per far credere di avere a disposizione mezzi militari come potenti lampade, ed i ragazzi per svolgere servizi di retrovia, liberando così i pochi soldati che aveva ai suoi ordini. E fu proprio vedendo il talento e l’abnegazione dei giovani che ebbe l’intuizione di fondare il movimento internazionale degli scout, che rese la sua figura leggendaria per milioni di ragazzi dai quali uscirono anche figure passate alla storia come George Bush, Neil Armstrong o ancora Bill Gates.
Divenuto quindi famoso fra milioni di ragazzi, sulla sua vita cominciarono a girare storielle divertenti, spesso raccontate da lui stesso, come l’episodio di quando, da ragazzo, in uno spettacolo che si teneva in un piccolo teatro di quartiere, il mago che avrebbe dovuto tenere un numero di prestigio tardava a salire sul palco. Per contenere l’impazienza della folla, Baden-Powell decise intrattenere lui il pubblico e tirare al mago ritardatario un simpatico scherzetto. Una volta salito sul palco, quindi, si fece consegnare il cappello da uno degli astanti e iniziò a tagliuzzarlo in tante piccole striscioline davanti agli occhi stupiti di decine di persone. E questa operazione durò fino a quando, finalmente, non si presentò il mago ritardatario al quale Baden-Powell, con un gesto cortese, lasciò l’onore di finire il numero e riattaccare i pezzi del cappello, cosa che ovviamente quel malcapitato non riuscì a fare, tirandosi addosso la rabbia del pubblico.
Ho raccontato questo divertente episodio perché me lo ha ricordato la cronaca politica di questi giorni. Matteo Salvini (che probabilmente non è mai stato uno scout) sta però giocando agli italiani e alla politica lo scherzetto di Baden-Powell perché, con la stessa furbizia, ha prima tagliuzzato il cappello, facendo regalie alle persone a cui le aveva promesse con quota 100, ma adesso prende tempo, in attesa che sul palcoscenico della politica tornino le persone più responsabili di lui, scaricando su queste l’onere di riattaccarne i pezzi, cioè trovare i soldi per pagare i debiti fatti.
Non so se ci avete fatto caso, ma da qualche giorno il ministro con delega a tutto non parla d’altro che di riduzione delle tasse. Lui è ben consapevole che questa cosa è impossibile farla nelle condizioni date, ma il suo disegno è semplice: lui non parla d’altro che di questo, benché non sia una sua competenza ma di Tria, in attesa che il governo cada, se ne formi un altro che dovrà tappare i buchi e che lui potrà poi accusare di averlo fatto fuori per alzare le tasse mentre lui avrebbe voluto abbassarle, almeno nella propaganda. Chissà se gli italiani lo capiranno mai?!?
