LO SCEMPIO DI PIAZZA MERCATO di Paolo Pantani

Piazza del Mercato (già Foro Magno, detta comunemente piazza Mercato) è una delle piazze storiche di Napoli, situata nel quartiere Pendino, a pochi passi dal quartiere Mercato.
Confina con piazza del Carmine e con l’attigua basilica del Carmine Maggiore.
Oggi è una delle maggiori piazze della città, ma in origine non era altro che uno spiazzo irregolare esterno al perimetro urbano, chiamato Campo del moricino (o muricino) “perché «attaccato» a mura divisorie della cinta muraria cittadina”.
Gli Angioini ne fecero un grande centro commerciale cittadino: infatti nel 1270 sotto Carlo I d’Angiò la sede mercatale della città fu spostata dalla piazza di San Lorenzo (cioè piazza San Gaetano, che lo ospitava sin dall’età greco-romana) in una zona extra-moenia, appunto il campo del moricino, che d’ora in poi sarà detto mercato di Sant’Eligio e principalmente foro magno, snodo fondamentale dei traffici provenienti dalle più importanti basi commerciali italiane ed europee e volano dello sviluppo urbanistico della fascia costiera
Dal 29 ottobre 1268 si svolsero, ivi, le esecuzioni capitali: tra i tanti Corradino di Svevia, Luisa Sanfelice le tutti i martiri legati alle vicende che seguirono la soppressione della Repubblica napoletana del 1799, anche Fra’ Diavolo fu impiccato qui nel 1806 e Agesilao Milano il 13 dicembre 1856, fu impiccato in piazza al grido di «Viva Dio, la religione, la libertà e la Patria», …
La piazza, poi, è particolarmente celebre per essere stata il luogo dove ebbe inizio la rivoluzione di Masaniello, il quale nacque e visse in una casa alle spalle della piazza, dove oggi, in sua memoria, è murata, dal 1997, un’epigrafe che recita le seguenti parole:
” In questo luogo era la casa dove nacque il XXIX giugno MDCXX
Tommaso Aniello D’Amalfi e dove dimorava quando fu capitano generale
del popolo napoletano”.
Giovedì scorso sono stato a palazzo Ottieri per un incontro professionale, dalla finestra ho potuto osservare e fotografare lo scempio di Piazza Mercato: basoli vesuviani che giacciono ormai da mesi ammassati e non catalogati nell’enorme cantiere Unesco di Piazza Mercato, uno dei più controversi e contestati dell’intera città. Da diversi mesi i lavori sono fermi a causa dei noti contenziosi che, a più riprese, hanno bloccato i lavori. Oggi tutta l’area ha assunto una atmosfera spettrale, con il perimetro del cantiere – ma anche molti spazi interni – che somigliano a una mega discarica.- Questa enorme area è esclusa dai grandi percorsi turistici, è diventata una landa desolata dove la fanno da padrone i razziatori di basoli vesuviani – merce preziosa sul mercato nero – i ladri di materiali ferrosi e, soprattutto, i ratti. Migliaia di topi, come hanno denunciato i cittadini di Piazza Mercato, hanno invaso tutti gli spazi e, specie nelle ore serali e notturne, rendono pericoloso anche il semplice transito pedonale.Sono stato recentemente a Vienna, stanno facendo il ripristino funzionale di tutta del centro storico intorno all’Hotel Sacher, sulla Karnther Strasse, i lavori procedono spediti, ordinati e puliti, non come da noi, dove è stato bloccato pure il cantiere di Porta Capuana e per Via Duomo stanno rifacendo il manto stradale.L’ultimo intervento realizzati dagli operai del progetto Unesco è stato il consolidamento della recinzione del cantiere. A causa dei numerosi varchi, infatti, l’area di cantiere era utilizzata dai giovani del quartiere come campo da calcio, con tutti i conseguenti rischi per la loro incolumità.
Negli scorsi mesi si è evitato lo scempio che stavano compiendo ai danni di questa piazza, installando la pietra etnea al posto di quella vesuviana , un vero e proprio stravolgimento, devono essere installati di nuovo i basoli vesuviani originali fatti mettere dagli Angioini addirittura nel 1270. Credo che con la situazione di Piazza Mercato Napoli sia all’apice del suo declino, bisogna assolutamente chiedere il riscatto della città da questo ignobile malgoverno.
PER QUESTO I CITTADINI VOGLIONO NAPOLI CIVICRATICA CAPITALE DEL MEDITERRANEO

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