Liliana Segre, le offrono la cittadinanza, merita il Nobel

Liliana Segre, le offrono la cittadinanza, merita il Nobel

Liliana Segre è stata nominata senatrice a vita lo scorso anno. Nata a Milano nel 1930, è una delle poche testimoni diretti della tragedia dell’Olocausto, da lei vissuta in prima persona. Il Consiglio Comunale di Messina, come già hanno fatto centinaia di comuni in tutta Italia, ha deliberato all’unanimità, di offrirle la cittadinanza onoraria di Messina. Meglio che niente. Un discorso più appropriato lo ha fatto Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro, che ha detto: “Il Parlamento italiano candidi Liliana Segre al premio Nobel per la Pace per il 2020“. La proposta arriva dal sindaco dem di Pesaro Matteo Ricci, tra i promotori dell’iniziativa dei 600 primi cittadini a Milano per la senatrice a vita, e dopo poche ore è già stata appoggiata dal segretario del Pd Nicola Zingaretti e dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati. “L’Italia – ha spiegato il primo cittadino di Pesaro – attraverso i sindaci si è ritrovata unita attorno a Liliana Segre e alla sua battaglia culturale e di futuro. Liliana è diventata un simbolo, una rappresentazione autorevole della Repubblica e della Costituzione. La piazza di Milano è andata al di là delle aspettative sia per le presenze, che per il senso di comunità che ha trasmesso”. E ha aggiunto: “Adesso tocca al Parlamento fare la sua parte”. Dopotutto, continua Ricci, “le persone hanno bisogno di simboli ed esempi positivi e il discorso sull’amore di Liliana è davvero un trattato universale. Del resto la sua battaglia contro l’odio e l’intolleranza, contro il razzismo e l’antisemitismo serve non solo all’Italia, ma al mondo. Ovunque i germi dell’intolleranza razziale o religiosa riemergono e i social sono diventati amplificatori degli odiatori seriali e strumento di propaganda delle forze neofasciste e neonaziste”.

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