L’Ignoto è ritornato di Giovanni Frazzica

L’Ignoto è ritornato di Giovanni Frazzica

L’Ignoto è ritornato di Giovanni Frazzica

Il genere umano dominava il mondo e si espandeva sistematicamente verso la conquista dell’Universo, con i sui satelliti, i telescopi, i microscopi, i laser e tutti gli altri strumenti messi a punto dalla scienza e dalla tecnologia, non c’era più nulla che fosse celato alla conoscenza umana o che non fosse messo a turno per essere messo sotto i riflettori della conoscenza globale. Quel senso di romantico mistero contenuto nella letteratura di Asimov, London, Salgari o Verne, sembrava tramontato per sempre era ormai archiviato, l’umanità era entrata nell’era della concretezza, in cui non era necessario sapere tutto, perché tutto quello che era utile sapere era contenuto su Google e si poteva leggere con un clic. Poi è arrivato, all’improvviso, il coronavirus che ha determinato un grande e drammatico salto all’indietro per tutto il genere umano. Un fenomeno, che al di là delle dimensioni e dei guasti che produce, pone dei profondi interrogativi. Perché sono spariti i dinosauri, i predatori più potenti del pianeta, presenti in tutti i continenti? Alcuni scienziati hanno formulato la teoria del meteorite che ha provocato tremende inondazioni, altri attribuiscono questa calamità epocale ad una glaciazione. Ma perché sono totalmente spariti solo gli animali più forti di quel periodo? E se fosse stato un virus ad abbatterli? Una cosa è certa: l’onnipotenza e l’eternità non sono caratteristiche che appartengono agli abitanti del pianeta terra, a qualsiasi genere essi appartengano e gli uomini, che aspirano all’immortalità entrano spesso in una dimensione che si chiama “delirio di onnipotenza”, è una condizione di estasi, talvolta aiutata dall’uso di sostanze stupefacenti, che li aiuta a commettere gravi errori. Soccombono rispetto a questo stato d’animo geni dell’arte e della finanza, cantanti, attori, calciatori, luminari, sindaci, parlamentari, presidenti di regione, segretari di partito, capi di stato e di governo, in tanti possono avere il loro periodo di “follia” che, in taluni casi, può risolversi in tragedia, personale e collettiva. Ma al di là delle degenerazioni patologiche, che la considerazione della fragilità del genere umano ci porta a constatare, non possiamo non vedere oggi che un fenomeno come quello generato dall’irrompere del virus che l’OMS ha classificato come Covid 19 ha sancito di fatto che c’è un grande buco nel sistema. E non è solo un buco nel sistema sanitario e scientifico. Questa vicenda che ha visto potenze nucleari, calcolatori di ultima generazione e laboratori di ricerca avanzata impotenti di fronte ad un morbo sconosciuto a cui si è riusciti a contrapporre solo la ricetta antica della quarantena, fa uscire dalle tenebre quell’Ignoto che era stato cancellato dal vocabolario e dall’immaginario collettivo. Ora che non solo non si possono attraversare le Colonne d’Ercole, che sono fuori regione, ma neanche le colonne del cancello del condominio, dobbiamo riconsiderare, se come c’è da augurarsi riusciremo a superare come genere umano questa difficilissima prova, tante modalità del nostro vivere, del fare politica, dell’indirizzare la ricerca scientifica e distribuire le risorse finanziarie. L’uomo deve ritrovare se stesso, la sua umanità, capire che si salva per la generosità del suo simile, medico, infermiere o vigile del fuoco che sia, che lo soccorre, ma anche perchè c’è chi fa una generosa donazione, anticipando la Bce, o perchè c’è chi rispetta le regole senza fare polemiche inutili o chi semplicemente, con una telefonata, lo sostiene moralmente. In quest’ottica, anche la riscoperta di quell’Ignoto, che tanto frettolosamente era stato seppellito, può diventare un esercizio nuovo che può impegnare una parte della nostra vita.

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