LETTERA DI UNA TERRONA A VITTORIO FELTRI

LETTERA DI UNA TERRONA A VITTORIO FELTRI

LETTERA DI UNA TERRONA A VITTORIO FELTRI

Caro Vittorio. Sono una piccola terrona nera che vive in una splendida città’ chiamata Siracusa, abbastanza vicina all’Africa ( matriiii) ubicata dentro una cosa a forma di triangolo ( nun pinsari ai fimmini ) circondata dal mare, che noi, popoli sottosviluppati della terronia, chiamiamo isola. Quest’isola prende il nome di Sicilia. Da questa terra, ambita meta strategica, passarono i Sicani dall’Iberia, gli Elimi dalla Libia, i Siculi dal continente, i Fenici , i greci ed i Romani. Nell’827 arrivano gli Arabi, che a te non piacciono picchi nun ci piaci u travagghiu, i Normanni e gli spagnoli. Quindi i Savoia, poi il regno borbonico ed infine un certo Garibaldi, ed i Fasci siciliani. Passarunu tutti tranni tu…viri cchi mala sorti. Tanta cultura, tante tradizioni, tanto splendore nella nostra storia. Ti cassariasti. Lo so Vittoriu, è troppo per te: nun ta po firari a reggere tanta terronia. Noi viviamo di turismo, di bellezza, di sole, di cibo e di arte; siamo aperti e cordiali e ci assuppiamo anche quelli come te, che non perdono l’ occasione di dipingere la gente del sud come poveri ignoranti schiavi dell’assistenzialismo pagato dal nord colto e ricco. Vittoriu, tutti invecchiano; u giornalista e u scapparu, l’avvocato e u picuraru… quindi, prima ca ti s’aggrippanu l’ossa e nun poi chiu’ acchianari supra l’aeroplano, ascuta a mmia: fatti nu bellu biglietto Milano Catania e fatti nu giru ra trinacria coast to coast, accussi’ t’arricrii e cia’ finisci ri rumpiri i ciarameddi co sta litania dei terroni, Ti aspettiamo. Tu veni panza e prisenza, tisu tisu così il nord non deve pagarci il pranzo: la cultura la portiamo noi…Hai scritto: “C’è gente che si arrabbia con me perché uso spesso il termine terroni quale sinonimo di meridionali e non sa che Libero é pieno di terroni che stimo e ammiro perché sono bravissimi, li ho assunti io per un motivo semplice: spesso sono più abili di me, polentone.” E’ vero, siamo più abili di te perché abbiamo smesso di dividere l’Italia in terroni e polentoni. Tu quando smetterai? Cordialmente. Alessia Rizza. Terrona dell’anno.

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