Lettera aperta al dr. Cateno De Luca di Nino Principato

Lettera aperta al dr. Cateno De Luca di Nino Principato

LETTERA APERTA AL DOTT. CATENO DE LUCA di Nino Principato

Egregio dott. Cateno De Luca, ognuno ha il diritto di cambiare idea seguendo l’andazzo del momento e lei, che è indiscusso campione in questa specialità, ne sa qualcosa.

Dai suoi cambiamenti di partiti ai suoi tentativi frustrati di allearsi con chiunque e con qualsiasi partito pur di raggiungere i suoi scopi; dal suo predicare bene e razzolare male al suo ultimo voltafaccia da agguerrito sostenitore del ponte sullo Stretto di Messina ad agguerrito contrario…

Fin qui, con i dovuti distinguo, ci potrebbe anche stare ma Lei, che si ritiene uomo delle Istituzioni, che si autoproclama “Sindaco di Sicilia”, che si ritiene persona di grande credo religioso non può andare contro questi Principi, non Le è consentito anche per il ruolo pubblico che riveste.

Lei, il 27 gennaio del 2023, Giorno della Memoria per non dimenticare la Shoah perché fu in quel giorno e in quel mese del 1945 che le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz sancendo la fine dell’Olocausto, cosa fece quel giorno? Da sindaco di Taormina, invece di indire una manifestazione in tal senso come fecero tutti i sindaci d’Italia, Lei era a Sassari a presentare il suo libro. Con l’aggravante che proprio il Palazzo Comunale, dove Lei ha il suo ufficio di sindaco, nel prospetto ha tre finestrelle circolari con la stella di Davide. E che lì vicino c’è il Vico e la Traversa degli Ebrei dove sorgeva il ghetto ebraico.

Lei, il 23 luglio 2022, durante la campagna elettorale da candidato alla presidenza della Regione Siciliana, ha profanato il Santuario di Tindari la cui storia è legata a un celebre miracolo della “Madonna Nera” percorrendo in ginocchio la navata fino all’altare. Non lo ha fatto per chiedere una grazia alla Vergine in segreto e senza pubblicizzazione (cosa che Le avrebbe fatto senz’altro onore) ma lo ha fatto strumentalizzando i simboli della Cristianità per motivi politici, indossando la maglietta con lo stemma del suo movimento “Sicilia Vera”.

Lei, domani 25 aprile, con lo slogan “Liberiamo Messina dal Ponte di Matteo Verdini!”, alle ore 19 insieme al suo sindaco Federico Basile (tutti e due in precedenza favorevolissimi al ponte tanto da inserirlo nei vostri programmi elettorali) incontrerete la gente, Lei come leader del listone “Libertà”per un comizio in occasione delle Elezioni Europee.

Lei e il sindaco, ancora uomini delle Istituzioni, non potete strumentalizzare con un mistificatorio, squallido ed avvilente gioco di parole, “Libertà”, lo stesso giorno di una data che ha invece segnato la Storia della Nazione Italiana e che è costata migliaia di vite umane, da ambo le parti: la Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, a coronamento della resistenza italiana al nazifascismo.

Non le è e non vi è concesso!

Tanto le dovevo

Nino Principato (che ci mette pure la faccia)

lwzws