L’esercito del selfie di Cosimo Recupero
Matteo Salvini ha detto di non voler partecipare agli Stati Generali indetti da Conte perché sono solo una passerella. Ma lo ha detto a Palermo, all’inizio dell’ennesimo tour de force elettorale che ha iniziato in Sicilia e che, se non sbaglio, è anche questo una passerella, e delle peggiori, peraltro.
Personalmente ho seguito il comizio di Barcellona Pozzo di Gotto che, diciamocelo onestamente, non è stato esattamente un successone per il leader leghista.
Come si vede anche dai video che circolano copiosamente sui social, ad accogliere il cosiddetto capitano c’erano, sì e no, una cinquantina di sostenitori e diverse centinaia di contestatori che, armati di striscioni e fischietti, hanno sommerso il leader leghista di fischia e urla che hanno impedito di sentire cosa dicesse; il che, di per sé, non è poi un gran danno.
Un flop insomma. Un assembramento di persone più interessate a farsi fotografare col nuovo messia anziché cercare di avere un’idea sul futuro del Paese e del Sud in particolare. Un esercito del selfie che cercava solo il famoso quarto d’ora di gloria a chilometro zero e che non poteva rinunciare a farsi riprendere col faccione del capo seminascosto dalla mascherina tricolore, quel tricolore col quale Salvini, fino a qualche anno fa, intendeva ripulire le proprie aree riservate, quelle dove non batte mai il sole, per intenderci.
Ma che la kermesse barcegottese sia stato un flop lo hanno ammesso, più o meno velatamente, gli stessi organizzatori. Non ci è sfuggito per esempio che alcuni leader locali del carroccio hanno abbandonato il campo ancor prima che lo stesso Salvini andasse via, tanta deve essere stata la vergogna per l’esito della visita. Persino il Tg2, che non è certo TeleKabul, ha dovuto ammettere, qualche minuto dopo, che nella città del Longano il segretario della Lega è stato accolto da fischi e proteste.
Sono i rischi del mestiere, potrebbe dire qualcuno. Forse. Ma è certo che la storia non finisce qui. Il totale insuccesso dell’evento avrà sicuramente ripercussioni sugli equilibri interni locali del Carroccio e della coalizione di centrodestra. Sì, perché ad uscire male dalla piazza non è solo Salvini che, probabilmente, già domani prima di pranzo si sarà pure dimenticato di Barcellona Pozzo di Gotto e delle promesse che vi ha disseminato. Ne esce male anche la dirigenza locale del carroccio, a cominciare dall’On. Catalfamo che, con scatto fulmineo, sembrava aver colto prima degli altri la grande opportunità di diventare leghista in Sicilia ma che, alla luce del fatto di non essere riuscito a portare in piazza che poche decine di persone, probabilmente ha certificato di non avere nessun radicamento politico ed elettorale sul territorio.
E di questo, certamente, ne approfitteranno i suoi compagni di strada, anche in vista delle imminenti elezioni amministrative che ci saranno ad ottobre anche nella nostra città.
