Ballottaggio, ultime ore di battaglia tra Bramanti e De Luca di Giovanni Frazzica
Ballottaggio, ultime ore di battaglia tra Bramanti e De Luca di Giovanni Frazzica
La tragica scomparsa dei due fratellini, Francesco Filippo e Raniero Messina, morti nel rogo del loro appartamento di Via dei Mille ha commosso l’Italia intera ed ha sconvolto la Città dello Stretto, creando persino una sorta di calmieramento, almeno di facciata, ufficialmente in segno di lutto, nelle modalità di una campagna elettorale che negli ultimi giorni ha raggiunto toni veramente molto accesi. La novità vera è che da alcuni giorni Dino Bramanti fa la voce grossa, frutto forse del consiglio del Presidente Nello Musumeci che, durante il comizio di piazza Cairoli gli ha detto:”Dino ogni tanto dalla na vuciata!”. Per questo, nella sua prima uscita pubblica dopo il risultato del primo turno, il candidato sindaco del centrodestra ha abbandonato l’aplomb che lo aveva contraddistinto nelle prime settimane della campagna elettorale ed ha incominciato ad usare toni e contenuti più simili a quelli del suo avversario. Tutto questo ha elevato il tasso di imbarbarimento della competizione, si è passati dal signorile “porgi l’altra guancia” a “l’occhio per occhio, dente per dente”: diffide in Questura e alle Autorità giudiziarie, presupposti questi per ulteriori iniziative legali. Mai si era giunti a tutto questo a Messina e l’avvocato Dimitri Salonia giunge perfino a paragonare Cateno De Luca a Enzo Tortora, ed ecco cosa dopo che Bramanti in un comizio ha attaccato De Luca dicendo che potrebbe essere eletto e poi arrestato: “Coloro che perseguitano De Luca ‘per causa della Giustizia’ non sono i magistrati (che fanno solo il loro dovere), bensì i suoi avversari politici come Bramanti, che ha tutto l’interesse a servirsi della giustizia, cioè dei processi incardinati per guadagnare voti nella campagna elettorale. E’ grave che Bramanti, in un comizio, ipotizzi un arresto di De Luca, senza che ce ne siano assolutamente i presupposti. Se la sua è soltanto una trovata elettorale, oltre ad essere di cattivo gusto, dimostra che il candidato del Centrodestra è con l’acqua alla gola e cerca in tutti i modi di orientare l’elettorato, ma senza risultati. Se invece, lui sa qualcosa, palesa che qualcuno lo ha avvertito e quindi potrebbero esistere delle connivenze con alcuni potenti che vorrebbero colpire De Luca, non per reati esistenti, ma solo per ragioni politiche. Ci sembra di tornare anni indietro, quando un camorrista incolpò Enzo Tortora, che era completamente innocente e diventò un martire della Giustizia”. Risponde Bramanti: “La piega che sta prendendo questa campagna elettorale mi preoccupa, così come mi inquieta un clima che non rende più sereno né me né i miei affetti più cari. Ma più di ogni altra cosa mi preoccupa il futuro di Messina, che merita di avere un sindaco che usi parole di verità, parole di serietà, parole di concretezza. Non mi allarmano soltanto le fake-Cateno su promesse che sa di non poter mantenere, il casinò a Palazzo Zanca o i tram volanti, mi inquieta soprattutto un clima di continuo dileggio e denigrazione dell’avversario, un clima che ha esacerbato gli animi della piazza e che mi ha visto costretto a recarmi presso le forze dell’ordine. Se inciti la piazza prima o poi ci sono rischi che vanno ben oltre gli insulti e le minacce dei leoni da tastiera che da due mesi imperversano contro me e la mia famiglia. Per questo mi sono recato in Prefettura ed in Questura per rappresentare i timori di un padre di famiglia che vuol contribuire alla crescita di Messina, la città che amo ed ho appreso che fake-Cateno, non si è limitato nei comizi a dire fandonie sui casinò, ma, dopo aver indirizzato le solite calunnie nei miei confronti è andato oltre. Si è inventato una scorta che non esiste e che nessuna forza dell’ordine gli ha mai dato. E’ arrivato persino a dire di aver trovato manette appese alla sua porta e che sarei stato IO il mandante…..Non vorrei che la sua delirante fantasia continuasse a galoppare sempre più rapidamente verso una china che è pericolosa per tutti noi. Se davvero De Luca amasse Messina come se fosse la sua città, se amasse Messina come la amo io, avrebbe a cuore le sorti di un’amministrazione che necessita di serenità e stabilità”. Ma oltre all’utilizzo della carta bollata c’è anche chi tenta di fare un po’ di politica tradizionale. Si è parlato tanto nei giorni scorsi della “mossa del cavallo”, un tentativo a firma Francantonio Genovese a sostegno del candidato Dino Bramanti per raggiungere un accordo con l’ex rettore, oggi parlamentare del Pd, Pietro Navarra. Tutto ciò per cercare di mettere all’angolo Cateno De Luca, non tralasciando neanche il “recupero” di Emilia Barrile che, secondo le ultime versioni dei soliti bene informati, sarebbe approdata nel clan di Nino Germanà, quindi teoricamente a sostegno anche lei di Bramanti. Le avances sempre più audaci di Genovese&Germanà alle diverse componenti del Pd hanno generato un po’ di fibrillazione all’interno della coalizione di centro-sinitra, anche in considerazione del fatto che, in caso di apparentamento, le liste che hanno sostenuto Antonio Saitta dovrebbero rinunciare a qualche posto in consiglio comunale. In caso di accordo fra centro-destra e centro-sinistra, e di successo di Bramanti, l’unica lista che rimarrebbe all’opposizione, il M5S, si vedrebbe assegnare 11 Consiglieri. Ma in questo complicato gioco di posizionamenti ci sarebbe anche l’ipotesi che l’on. Picciolo eviti l’apparentamento per rimanere o all’opposizione e guadagnare 2 consiglieri comunali senza fatica. Ma Sicilia Futura farebbe comunque parte dell’accordo di governo della città. Infine, in questa non del tutto chiara situazione, il segretario del Pd Fausto Raciti stoppa tutti gli apparentamenti in vista dei ballottaggi in programma domenica prossima e fa saltare l’accordo che i dem erano pronti a fare con Forza Italia e Dino Bramanti. Tuttavia, se le indiscrezioni venissero confermate, Cateno De Luca dovrebbe scontrarsi contro un blocco monolitico che avrebbe deciso di respingere l’ex sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva. Rimane l’incognita su come risponderà l’elettore messinese di centro-sinistra rispetto a quella che si profila essere un’autentica ammucchiata politica.
- tratto dal settimanale I VESPRI
