Le comiche di Cosimo Recupero

Le comiche di Cosimo Recupero

Da qualche ora gira sui profili social dei barcellonesi una fotografia abbastanza singolare: un water posizionato su un marciapiede, all’angolo dell’edificio che un tempo fu del liceo Classico Luigi Valli, oggi sezione del Liceo Enrico Medi. Negli anni ottanta e novanta questa scuola registrava molti successi, sotto la guida del Preside Cosimo Vita. Alcuni riconoscimenti nazionali ne facevano una delle scuole più blasonate della provincia. Molti magistrati, notai, medici, architetti e ingegneri, professionisti di grande valore si sono formati in quell’istituto. E deve essere stato proprio un ex allievo di quel liceo che ha posizionato quella tazza all’angolo fra via degli Studi e via Moleti. La punta del cesso è troppo ben orientata rispetto all’angolo del marciapiede per pensare che sia potuta finire in quella posizione in maniera del tutto casuale. C’è sicuramente la manina di qualcuno che ha una certa dimestichezza con matita e squadra per poter riuscire a posizionare con la precisione di un Brunelleschi quell’oggetto, comune in tutte le case, in una posizione del tutto inusuale, almeno per un suo corretto utilizzo.

Al di là dell’ironia, che forse è l’unica cosa che ci può salvare in questo abisso di degrado, quella foto rappresenta plasticamente il fallimento di una amministrazione che sembra del tutto disinteressata alle sorti della città. In un altro post si vedono dei materassi letteralmente incaprettati e poi abbandonati in Via Umberto I, altra strada centrale del centro urbano.

E citiamo solo queste due foto perché sono uscite sui social praticamente in contemporanea, ma è quasi quotidiano lo spettacolo di questo degrado. Rifiuti indifferenziati, frigoriferi, divani abbandonati lungo le strade della città, non necessariamente periferiche, sono ormai la regola. A questo aggiungiamo il traffico in tilt e la sosta selvaggia che, insieme ai rifiuti di cui sopra, rappresentano il biglietto da visita per chi arriva in quella città che fino a qualche anno fa era considerata un crocevia per commerci e servizi nella provincia di Messina, persino più dello stesso capoluogo.

Ed in questo inverecondo spettacolo fa quasi tenerezza il tentativo di qualche assessore di mostrare presunti meriti di questa amministrazione che, pensate un po’, taglia l’erba da qualche parte e ne fa una notizia, come se qualcuno qui avesse vinto il Nobel.

Chi ormai un anno fa ha vissuto la campagna elettorale in città, seppur surreale per via del Covid, ricorda senz’altro la sicurezza con cui i deputati della maggioranza regionale, Calderone, Galluzzo e Catalfamo, garantivano un successo rapido e duraturo dell’azione amministrativa della giunta Calabrò che, da lì a qualche settimana, si sarebbe formata.

In particolare l’onorevole Calderone, con fare un po’ da gradasso, ci intimava di guardarlo negli occhi, perché lui ci avrebbe fatto vedere come avrebbero “rivoluzionato” la città. Da queste parole un orecchio poco attento avrebbe potuto dedurne che, di lì a poco, Barcellona Pozzo di Gotto sarebbe diventata una sorta di Los Angeles. La bellezza sarebbe stata la cornice all’efficienza della macchina amministrativa. Almeno questo sembrava doversi intendere per “rivoluzione”.

E invece non c’è traccia non solo di alcuna rivoluzione, ma nemmeno di nessun apprezzabile segnale di miglioramento, caro Onorevole! Qui è un disastro. La città è in totale stato di abbandono ed i barcellonesi sembrano ormai assuefatti a tutto questo. Calderone, dopo aver giurato e spergiurato di voler mantenere il suo incarico di consigliere comunale fino alla fine, ovviamente per servizio verso i cittadini, mica per sé, si è invece dimesso a meno di un anno dalla sua proclamazione. E comunque le si vogliano leggere, queste dimissioni sono un chiaro segno di debolezza. Perché o si è dimesso per far subentrare Lidia Pirri, sua grande elettrice, che magari minacciava di abbandonarlo nel caso in cui il suo impegno elettorale non fosse stato premiato, o si è dimesso per prendere le distanze da una amministrazione voluta fortemente da lui ma che, evidentemente, si avvia ad un fallimento su tutta la linea. Insomma, una politica da dilettanti, altro che…

Ci aveva promesso la rivoluzione l’On. Calderone ma, guardando materassi e cessi sui marciapiedi, sembra più di stare vedendo le comiche.

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