L’assassinio della giornalista maltese Daphne Galizia non va ignorato
L’assassinio della giornalista maltese Daphne Galizia non va ignorato
«Mia madre è stata assassinata perché era per lo Stato di diritto contro chi vuole violarlo. Ecco dove siamo: in un Paese mafioso dove puoi cambiare gender sulla carta di identità ma vieni ridotto in pezzi se eserciti le tue libertà». Lo scrive su Facebook Matthew Galizia, figlio di Daphne, la giornalista anti-corruzione uccisa lunedì a Malta. Un post accorato, in cui Matthew -, che come Daphne è membro del Consorzio Internazionale di Giornalismo Investigativo ed è stato premiato col Pulitzer per il grande lavoro sui Panama Papers (poi sfociato nel filone maltese) – scusandosi di essere troppo «crudo» racconta gli attimi terribili seguiti all’esplosione che gli ha ucciso la madre, «le parti del corpo di mia madre intorno a me».
