L’asino nel pozzo di Cosimo Recupero
I dati del Covid sono sempre allarmanti, anche se oggi i morti sono stati meno di ieri e l’indice Rt, quello che indica l’andamento della diffusione della pandemia, sembra leggermente migliore dei giorni precedenti.
Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo per i dati che abbiamo citato che subito la politica ha trovato un altro fronte di scontro caldo, caldissimo, che impegnerà la nostra classe dirigente per le prossime settimane: l’orario della Messa di Natale.
E sì. Proprio oggi due giganti della politica italiana, il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, hanno trovato utile impegnare il proprio tempo per stabilire l’ora esatta nella quale Nostro Signore ha emesso il primo vagito.
I fatti sono questi: Boccia ha detto che anticipare l’orario della Messa di Natale non sarebbe un’eresia e la Meloni, da par suo, ha risposto che potremmo anche anticipare lo scoccare della mezzanotte nella notte di Capodanno in anticipo, come nei film di Fantozzi. In tutto questo, di fantozziano c’è solo il dibattito surreale su idiozie di tal fatta, mentre il paese naviga a vista in una delle crisi sanitarie più gravi degli ultimi cent’anni, con tutte le ricadute, anche economiche e sociali che, questo comporta.
Certo un po’ poco per quanti sono, come noi, nostalgici di una classe politica che, quando si occupava di rapporti fra Stato e Chiesa, lo faceva per riscrivere i Patti Lateranensi, tralasciando del tutto la cruciale questione degli orari delle messe e delle loro implicazioni sulla salvezza delle anime.
Se Giorgietta nostra volesse occuparsi davvero di religione dovrebbe farsi non dico tanto, ma almeno le basi. Le basterebbe leggere il Vangelo, magari un paio di volte. Non dico praticarlo, ma almeno leggerlo.
Se scorresse quelle pagine troverebbe, per esempio, il discorso dell’asino nel pozzo, citato da Gesù. I fatti, narrati da Luca, sono questi: un giorno di sabato Gesù andò a pranzo dai farisei, notoriamente suoi detrattori. Un uomo dalla mano inaridita gli si avvicinò chiedendogli di guarirlo. I farisei si scandalizzarono di questo, in quanto, essendo sabato, non era lecito per la legge giudaica fare alcunché. Ma Gesù chiese loro cosa avrebbero fatto se, in giorno di sabato, gli fosse caduto l’asino nel pozzo. Lo avrebbero lasciato morire lì dentro fino al giorno seguente? Ovviamente no. E allora, se era lecito salvare un asino, quanto più lo era salvare un uomo. Tutto qui. La Meloni ha dimostrato di avere un approccio alle cose della religione tipico dei farisei e lontano mille miglia dal comandamento dell’amore che Cristo ci ha lasciato. Nessuno finirà all’inferno se, in piena pandemia, la Messa di Natale sarà celebrata un paio di ore prima.
Ma da questa stupidissima querelle possiamo ricavare un’altra cosa: asini nel pozzo non ne cadono più perché, ahinoi, molti di loro si sono fatti eleggere in parlamento.
