La Vardera Superstar della politica di Cosimo Recupero

La Vardera Superstar della politica di Cosimo Recupero

Ismaele La Vardera Superstar, per caso, della politica siciliana di Cosimo Recupero

12 ottobre 2024. E’ questa la data del “naufragio” del movimento di Cateno De Luca e del suo carico di farfanterie, tanto per dirla con Camilleri.

Sì, perché è proprio in quella data che il sindaco per definizione ha apertamente dichiarato di essere disposto a fare un passo indietro in cambio di una vicepresidenza alla Regione siciliana.

Una volta i partiti si chiamavano come partiti: Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito socialista e così via. Tanto bastava anche al più tonto degli elettori per capire quale fosse il programma di massima di quella sigla. La DC proponeva l’affermazione dei valori del magistero della chiesa cattolica anche nella società e nell’economia. I comunisti puntavano ad un abbattimento (almeno teoricamente) del sistema capitalistico mentre i socialisti miravano a non radere al suolo la proprietà privata, puntando però ad una maggiore equità sociale. Abbastanza facile, tutto sommato, ed infatti l’affluenza alle urne era alta proprio perché ognuno poteva facilmente orientarsi nella scelta del partito e, quindi, del candidato.

Poi i giganti della prima repubblica sono spariti e da allora i partiti hanno iniziato a chiamarsi con nomi sempre più stravaganti. Si è iniziato dall’Italia dei Valori di Di Pietro che si proponeva di ristabilire la democrazia in Italia mettendo però nel simbolo il nome del padrone, giusto per far capire chi comandava. Poi Berlusconi che ha scelto Forza Italia perché Forza Milan sembrava troppo localistico. Fino a tempi più recenti, con le 5 stelle di Grillo che facevano sembrare il Movimento un albergo, anche se poi molti lo hanno utilizzato come una pensione ad ore, giusto il tempo di cambiare casacca. Non è un caso se Conte oggi non escluda di cambiargli nome.

Ma nell’elenco ci sono anche i Noi Moderati di Lupi, che sembra una contraddizione in termini: Lupi moderati. Boh…?!?

Italia Viva che sembra già morta. L’Azione di Calenda che ha la vivacità di un bradipo e così via.

Ma il più stravagante dei nomi da dare ad un partito è quello del movimento di Cateno nostro che, partito da Sicilia Vera (l’altra è finta, roba da emporio cinese), è approdato a “Nord chiama Sud” che più che il nome di un partito con ambizioni nazionali sembra uno slogan della SIP negli anni ’60.

Della linea politica di questo sgangherato movimento non si sa assolutamente nulla. Un po’ di luce è arrivata proprio il 12 ottobre quando De Luca, smessi i panni dell’urlatore seriale, ha assunto quelli di chi è alla disperata ricerca di un posticino per sé e, se non dà troppo disturbo, anche per qualche amico fra quelli più fedeli.

E la proposta è arrivata nientepopodimeno che a quelli che fino ad ieri erano oggetto dei suoi strali. Quel centrodestra che per De Luca era fatto da poco di buono, ladri, truffatori, mafiosi e chi, più ne ha, più ne metta.

A dire il vero Cateno si è offerto anche all’altra metà del cielo, ovvero a quel centrosinistra che, essendo in piena crisi di identità, aveva aperto un tavolo di dibattito per fare fronte comune contro Schifani e, magari, candidare proprio lui a presidente della Regione Siciliana… pardon, a Sindaco di Sicilia. Ma a sinistra, si sa, il dibattito è sempre aperto e, per evitare scelte affrettate, è probabile che il PD ed i suoi alleati scelgano il nome del candidato dopo le elezioni, con calma, per non dover decidere sotto stress.

Fino a ieri Cateno De Luca sembrava sospinto dalla voglia di mandare all’aria un certo sistema di potere, mentre oggi qualunque cosa gli va bene. Destra o sinistra, basta che diano qualcosa a lui. Franza o Spagna, insomma, purché se magna. Una fine ingloriosa, non c’è che dire.

In tutto questo bailamme l’unico che ha detto qualcosa di politicamente sensato è stato uno dei pochi deputati rimasti ancora formalmente nel movimento, ovvero quell’Ismaele La Vardera che ha chiarito subito la propria posizione in piena coerenza con la sua storia politica che è stata sempre di contrapposizione al potere, specialmente a quello del centrodestra siciliano.

E con questa mossa La Vardera si è preso la scena, aprendo di fatto la via ad una sua uscita dal giro di Cateno per approdare, forse,  al nuovo corso di Conte o alla nuova creatura di Grillo, se mai vedrà la luce.

De Luca, dal canto suo, sembra ormai sempre più solo e appare impegnato a giocare in difesa, a ridimensionare i suoi programmi fino al punto di cercare per se un posto in qualche stanza di quelle che contano.

A questo punto, una volta che tanti lo avranno  abbandonato, farebbe meglio a cambiare ancora una volta, oltre che programmi e strategie anche il nome del partito, alla luce dei fatti, ScN sembra non avere più senso, mentre resta l’incognita di un domani che, alla luce di tante importanti defezioni, lo vede sostanzialmente nelle mani del Sindaco di Messina, Federico Basile, fino ad ora suo instancabile seguace, che, secondo le sue direttive, gestisce il Comune e l’Area metrpolitana messinese.

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