La Sibilla Cumana di Cosimo Recupero

La Sibilla Cumana di Cosimo Recupero

 

La Sibilla Cumana di Cosimo Recupero

Nonostante la narrazione renziana di queste ore, secondo la quale il centrosinistra a trazione PD vincerebbe in 50 comuni su 100, di quelli con oltre 15.000 abitanti, la sconfitta di Renzi e dei suoi è netta, ed è ancora più bruciante se si pensa che è la quarta consecutiva in pochi anni, dopo il referendum trivelle (vinto tecnicamente per il mancato raggiungimento del quorum, ma persa in termini di voti), dopo le amministrative 2016 e dopo la peggiore di tutte, ovvero il referendum costituzionale del dicembre scorso.

Ormai l’epopea dell’ex sindaco di Firenze è bell’e finita.

Il suo più grande errore è stato quello di pensare di essere autosufficiente lui e il PD con lui.

Renzi ha “grillizzato” il partito, lo ha reso cioè poco più di un marchio commerciale, senza radicamento sul territorio, ed ha concentrato tutta la sua sfida contro il comico genovese. Si è allenato a giocare lo stesso sport di Grillo, quello delle comparsate televisive, ed ha abbandonato la partita vera. E’ come uno che ha costruito la migliore squadra di basket possibile, almeno dal proprio punto di vista, ma all’uscita dagli spogliatoi si è trovato davanti un campo in erba, dove la partita da giocare era quella di calcio. E così facendo ha lasciato letteralmente campo libero a Berlusconi e ai suoi.

Nel pezzo dal titolo “Fra i due litiganti il terzo vince” avevamo scritto esattamente questo: Berlusconi si stava riorganizzando mentre Renzi sfidava Grillo e Grillo Renzi, a suon di offese personali e battutine sagaci che però, ahimè, non scalfiscono minimamente i problemi strutturali del Paese e non consentono a nessuno degli italiani di apparecchiarci la tavola.

Grillo e Renzi hanno fatto esattamente come i capponi di Renzo Tramaglino, ne “I Promessi Sposi”. Mentre Renzo li portava dall’avvocato Azzeccagarbugli che li avrebbe conciati per le feste, i due poveri fessacchiotti si beccavano fra di loro per conquistare un po’ più di spazio.

Un osservatore politico attento come Peter Gomez, ieri sera da Vespa, notava come i due, Grillo e Renzi, si sono concentrati sulla sfida dell’uno contro l’altro, lasciando Berlusconi libero di riorganizzarsi senza nemmeno doversi troppo impegnare a rispondere alle accuse di questo o quel processo.

E di questo passo, l’ex cavaliere ha vinto, insieme ad una squadra certo eterogenea e che rischia di esplodere presto se non si chiariranno alcune dinamiche interne alla coalizione. Ma in questo, Berlusconi avrà il suo grande alleato in quello che molti considerano  il suo erede alla guida di Forza Italia, e cioè quel Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, che è stato il grande tessitore della ritrovata unità del centrodestra.

Toti, quindi, probabilmente è il grande e vero vincitore di questa tornata elettorale, anche perché, con questo voto,  si pesa non solo rispetto a tutti gli altri partiti, ma anche all’interno della stessa coalizione di centrodestra e di Forza Italia. Infatti nel nord, dove il centrodestra fa riferimento a lui, la coalizione vince anche in sfide considerate fortemente simboliche, come Genova o Sesto San Giovanni. In Puglia, invece, il centrosinistra tiene. Questo significa che a sud Fitto non sfonda ed Emiliano ancora ha qualcosa da dire.

Potremmo dire quindi che queste amministrative hanno molte chiavi di lettura che vanno ben oltre gli aridi numeri del Ministero dell’Interno perché, come la Sibilla Cumana, ci dicono non solo chi farà il sindaco in questa o quella città, cosa che avremmo potuto capire benissimo da soli già da stanotte, ma ci dicono anche chigiocherà un ruolo di primo piano alle ormai prossime elezioni politiche.

Toti vince su Renzi ma anche su Fitto; Renzi perde con Toti ma anche con l’anima più dura del proprio partito, quella che fa capo ad Emiliano. Ci resta solo da capire se l’ex premier l’abbia capito, ma questo forse nemmeno la Sibilla sa dircelo.

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