La “protezione incivile” di De Luca provoca reazioni
Tra le iniziative poste a sostegno dell’azione di propaganda della protezione civile messinese, che di fatto agisce secondo le direttive del sindaco, che ispira l’Assessore Minutoli, una è risultata particolarmente infelice: ‘Io rustu a casa pi cazzi mei’. Santa Pasqua a tutti voi”. E’ questo il messaggio registrato dal sindaco di Messina Cateno De Luca con la sua stessa voce e diffuso dagli altoparlanti di automobili del Comune che girano per le strade della città’. Questa modalità e questa frase non sono piaciute a molti cittadini che, in diverso modo, hanno voluto manifestare la propria indignazione. L’Avvocato Maristella Bossa ha scritto alla Segreteria dell’Arcivescovo Monsignor Accolla ed al Sac. Bartolo Saltalamacchia questa nota: ”Salve Padre, chi scrive è l’avvocato Maristella Bossa, del foro di Messina, residente in Messina, fedele frequentante la parrocchia della SS Maria della Consolazione di Gravitelli e consorella della confraternita della Mercede. Inoltro questa mail allegando contributo video che vorrete analizzare per convenire con la scrivente nel formulare la seguente osservazione. E’ inaccettabile che in queste ore di Santa Passione, in cui i fedeli, costretti alla clausura domiciliare, già patiscono gravi sofferenze individuali e si trovano costretti alla lontananza dai luoghi di culto, debbano inevitabilmente ascoltare il messaggio volgare che viene diffuso dagli altoparlanti dell’autovettura circolante per le strade della città e ripresa nel video che allego. Potrete, infatti, sentire che la voce diffusa dagli altoparlanti, verosimilmente attribuibile alla persona del sindaco di Messina (o almeno tale pare il timbro percepibile), nel ribadire l’ordine impartito ai cittadini di rimanere presso le proprie abitazioni, diffonde il seguente messaggio “io rustu a casa pi cazzi mei, Santa Pasqua a tutti voi”. L’accostamento delle parole volgari all’augurio di una Santa Pasqua, quasi con la pretesa di creare una rima, vilipende all’evidenza anche il sentimento religioso, pertanto si chiede a Sua Eminenza, e, per Ella, alla Segreteria a cui si scrive, di attivare, senza indugio, le procedure istituzionali atte a richiedere l’inibizione del transito, nelle strade cittadine, dove la nostra fede sarebbe scoppiata al sole della nuova Pasqua, delle autovetture che diffondono l’augurio pasquale, accostato ad espressioni contrarie alla pubblica decenza, che con grande costernazione ho dovuto trascrivere nel corpo della presente”. Altri cittadini, tramite l’avv. Santi Delia, hanno presentato un esposto in procura. “Scopo del sindaco – si legge nella denuncia – sembra quello di ribadire l’invito a rispettare le indicazioni normative vigenti, ma viola, per modi e toni, i più basilari principi del vivere civico, della sobrieta’ e del decorso istituzionale rappresentando, al contrario, un messaggio cosi’ inadeguato da ingenerare confusione in chi lo riceve tale da non comprendere la distinzione tra sacro (‘Santa Pasqua’), serio (‘ribadisce l’ordine a non uscire di casa), e faceto (‘io rustu a casa pi cazzi mei’)”. Non sarebbe stato più utile utilizzare i normali e piu’ efficaci mezzi d’informazione e i social?, si chiedono i firmatari dell’esposto. Si possono indirizzare messaggi cosi’ concepiti a “soggetti minori o incapaci di valutare con autonomia e discernimento il contenuto?”. Nell’esposto – spedito anche al prefetto, al Ministero dell’Interno, al Garante dei minori del Comune – si chiede, tra l’altro, l’immediato intervento delle Autorità“al fine di bloccare la circolazione dei mezzi”. Nè il Vescovo poteva rimanere insensibile a questa levata di scudi della cittadinanza e infatti, parlando in Cattedrale, ha detto: «Cerchiamo di avere tanta attenzione per questi nostri fratelli che vanno tutelati con la carezza e l’attenzione di chi sa usare linguaggi appropriati, non sprovveduti e volgari. In città se ne sentono parecchie. E’ una vergogna. Dovrebbe pentirsi pubblicamente chi va veicolando linguaggio turpe. Non possono celebrare e augurare la Pasqua quei cittadini che sono volgari nel loro linguaggio. Sono fortemente amareggiato perché il popolo di Messina non merita questo tipo di insulti».
