La luna di fiele di Cosimo Recupero

La luna di fiele di Cosimo Recupero

La notizia è di quelle che non passano inosservate. E’ ovvio che ciò di cui parliamo interessa giusto i barcellonesi, ma all’interno di questo ambito, è chiaro che la cosa non passa inosservata.

Ma andiamo ai fatti. Martedì sera, a Palazzo Longano, si è tenuta la seduta del consiglio comunale per il question time.

Tuttavia è durata meno di quanto fosse prevedibile, e ciò perché sono saltate subito all’occhio le assenze dei tre assessori in quota a Forza Italia nonché di tutta la delegazione di consiglieri che fanno capo al partito di Berlusconi, anche se eletti nella lista ammiraglia del partito e nella lista civica Forza Barcellona.

Fra gli assenti anche il consigliere Tommaso Calderone, ufficialmente impegnato a Palermo nel suo incarico di deputato regionale. Ufficialmente, però. Perché se l’assenza fosse stata solo la sua, la giustificazione sarebbe stata plausibile. Ma siccome mancavano all’appello tutti quelli che fanno capo a lui, la cosa diventa a dir poco sospetta.

Le voci parlano di frizioni fra il leader locale di Forza Italia e il neoeletto sindaco Pinuccio Calabrò. Ma sono voci, appunto. In città si sussurra della volontà di Calderone di ottenere un rimpasto di giunta che, probabilmente, dovrebbe permettere il ripescaggio di alcuni ex assessori vittime, ad ottobre, della tagliola determinata dall’impegno assunto da Calabrò di non nominare nessuno dei membri della giunta Materia. Impegno mantenuto solo in parte, in verità, vista la riconferma nell’incarico di assessore per Filippo Sottile.

Ma anche queste sono voci che certo fanno il paio con la subitanea dichiarazione di Ilenia Torre di lasciare la maggioranza all’indomani delle elezioni e la pacata ma ferma voce di dissenso che esprime Melangela Scolaro, che certo non ha né la voglia, né l’indole, per mettersi al carro di chicchessia.

In silenzio totale, invece, sono lo stesso Calderone e gli altri due deputati regionali, Catalfamo e Galluzzo, che sembrano spariti dai radar, complice anche la spinosa vicenda dell’ospedale Cutroni Zodda che è tutt’altro che conclusa e dalla quale in tre deputati regionali non possono certi chiamarsi fuori.

Insomma, un quadro desolante per la città. Con una amministrazione che doveva fare la rivoluzione (Sic!) e che invece naviga a vista, essendosi occupata, fino ad ora, solo di nomine di avvocati e collocamenti a riposo di dipendenti comunali.

Il tutto condito da una crisi strisciante già esplosa in appena due mesi e mezzo dall’insediamento del sindaco Calabrò.

Una volta, passato l’entusiasmo per l’elezione di una nuova amministrazione, si diceva che era finita la luna di miele. Ma considerati i veleni che sembrano serpeggiare fra la compagine di centrodestra, forse è appena iniziata la luna di fiele.

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