La dittatura della finanza di Cosimo Recupero

La dittatura della finanza di Cosimo Recupero

Christine Lagarde, capo della BCE, apre bocca e fa miliardi di euro di danni in giro per il mondo.

La Borsa di Milano perde il 17% e quella di New York quasi il 10.

Con riferimento alla grave crisi economica innescata dalla pandemia di coronavirus, la Presidente della Banca Centrale Europea se ne esce con una battuta da educanda: “non siamo qui per chiudere gli spread!” Testuale.

Il che sarebbe come se un primario di un importante ospedale dicesse: non siamo qui per curare la gente.

Roba da matti. Non si capisce davvero cosa ci stia a fare la distinta signora francese, già direttrice del Fondo Monetario Internazionale, sulla più alta poltrona dell’EuroTower.

La verità è una: all’Europa, ed ai suoi due maggiori azionisti Francia e Germania, non frega nulla dell’Italia, anzi.

Farla fallire per poi comprarla con due spiccioli è sempre stato il sogno di chi è invidioso della nostra straordinaria capacità di creare dal nulla, come abbiamo fatto negli anni della ricostruzione postbellica, passando dalle macerie di una guerra dalle proporzioni immani, al vertice delle istituzioni planetarie.

Italia delenda est, potremmo dire mutuando una nota fra latina pronunciata per Cartagine.

L’Italia va distrutta, va fatta fallire, va messa in ginocchio. In tre settimane di mercato azionario, Piazza Affari ha perso oltre il 40%, riportando i corsi delle azioni più importanti del paniere ai prezzi di molti anni fa. In questo modo, sarà possibile rastrellarli a poco prezzo sui mercati finanziari, in attesa di tempi migliori.

Stessa sorte per i titoli di Stato che crollano (alcuni anche del 7% in un solo giorno) dopo le parole della Lagarde che sembrano aver negato il paracadute al debito pubblico italiano, alle prese con la crisi sanitaria del Covid-19.

Ormai sembra delinearsi sempre più quella dittatura della finanza di cui ci parlò Craxi negli anni ’90, annunciandoci che ci avrebbe distrutto. Dittatura che, se prima agiva dietro le quinte, di nascosto, adesso sembra sentirsi al sicuro, anche grazie ai populismi che serpeggiano per l’Europa, che sembrano parlare alla pancia della gente, ma che in realtà vogliono solo, dietro il pretesto della sovranità e della difesa della nazione, restringere gli spazi di libertà democratica, favorendo ancor di più lo strapotere di quanti dicono invece di combattere. Non se ne esce tanto facilmente, tranne che non si torni presto alla primato della politica sull’economia.

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