La DC rilancia un nuovo appello ai Liberi e Forti

La DC rilancia un nuovo appello ai Liberi e Forti

La Democrazia Cristiana rilancia un nuovo appello ai Liberi e Forti

A tutte le donne e gli uomini liberi e forti del nostro tempo che,
disincantati dalla politica, scoraggiati dal funzionamento e dalla
scarsa capacità formativa e selettiva delle classi dirigenti, nonché
delusi dagli attuali partiti populisti e sovranisti, sentano di
impegnarsi direttamente e attivamente per sollevare le sorti morali,
politiche ed economiche del Paese.

Oggi si può ricominciare a scrivere la storia di una nuova Democrazia
Cristiana. Può ripartire qui, da noi, dalla Sicilia, una nuova,
avvincente e affascinante avventura dei Cristiani Democratici. Vogliamo
impegnarci partecipando laboriosamente alla vita delle nostre comunità e
vogliamo lottare per far valere e realizzare le nostre idee. Possiamo
costruire un partito nuovo. Vero, libero, plurale, aperto e popolare,
realmente partecipato e trasparente che si ispiri alla Dottrina Sociale
della Chiesa.

L’azione politica che ha immaginato don Luigi Sturzo, con un impegno
concreto e fattivo dei democratici per affermare gli intramontabili
principi cristiani, è ancora oggi valida e attuale. Per raggiungere
questo traguardo è necessario “vivere la politica” come “testimonianza”
di quei valori. Impegnarsi in politica significa svolgere il proprio
servizio per il Bene Comune.

Insieme vogliamo costruire una casa politica nuova, dove potranno avere
spazio coloro che questa casa da tempo non la ritrovano più. Vogliamo
dare fiducia a coloro che credono nella politica come dedizione e amore
verso gli altri. Molti cittadini, negli ultimi anni, hanno rinunciato
all’impegno politico personale e diretto. Costoro mancano di punti di
riferimento. Alcuni si sono rifugiati nel limbo dell’astensionismo e
della critica all’intero sistema politico e istituzionale. Altri hanno
ripiegato nella contestazione irrazionale e incoerente del populismo
qualunquista o del sovranismo discriminatorio dell’uomo forte, intriso
di razzismo ed egoismo.

Vogliamo essere un partito dell’accoglienza e dell’integrazione.
Aborriamo, in quanto cristiani, le discriminazioni. Vogliamo un partito
aperto in grado di ridare la speranza a un Paese disorientato e al
limite della tenuta istituzionale, sociale, economica e
politico-territoriale. La storia ci aiuterà a comprendere meglio i
fenomeni presenti, a correggere gli errori del passato e a orientarci
nel raggiungimento del Bene Comune.

Per formare una classe dirigente competente ed efficiente ci ispireremo
alla dottrina sturziana, agli esempi del Popolarismo, al retaggio morale
e sociale della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi, di Giorgio La
Pira e di tanti loro illustri successori alla guida del partito e del
Governo del Paese. Proprio De Gasperi testimoniava che essi “pensavano
alla future generazioni e non alle prossime elezioni”.

Per questa storia, per quella eredità e quella cultura, affermiamo
convintamente di essere europeisti nel solco della secolare tradizione
cristiana e confermiamo la nostra collocazione nella famiglia del
Partito Popolare Europeo. Ci impegniamo a guidare le forze politiche
verso quell’Europa dei popoli, verso quegli Stati Uniti d’Europa, che
oggi in molti invocano. La DC non può essere solo un partito politico,
ma deve essere un movimento ideale capace di creare fermento. Per
realizzare questo obiettivo sono necessarie le riforme: quella
elettorale in senso proporzionale con il ritorno alle preferenze e
quella fiscale, della giustizia, del lavoro, della pubblica
amministrazione e della sanità. Rilevante dovrà essere la
semplificazione legislativa. Vi sono luoghi, idee e valori che più di
altri contano per il destino della società e delle future generazioni.
Le istituzioni, le libertà, la democrazia, la famiglia, la salute, il
lavoro, la vita. Sono i valori che occorre maggiormente vivere e
difendere.

I diritti dei cittadini devono essere esercitati, più che difesi.
Vogliamo una Democrazia Cristiana che non sia il partito delle
clientele, ma della partecipazione. La nostra Sicilia merita una
ripartenza. Vogliamo e dobbiamo dare il nostro contributo affinché, dopo
tante delusioni, si possa tornare protagonisti. Vogliamo procedere
insieme a tutte quelle forze che condividono con noi questo progetto,
formando e mettendo in campo una nuova classe dirigente politica
giovane, viva, pulita, capace, competente e consapevole.

Vogliamo una classe dirigente che si proponga di fondare il suo agire
sul principio del Bene Comune: una classe dirigente illuminata dai
valori della cooperazione, della solidarietà e della sussidiarietà; una
classe dirigente sollecitata dallo spirito di servizio e dalla
concezione del lavoro quale espressione e realizzazione della dignità
umana; una classe dirigente capace di creare le condizioni morali e
sociali in cui ogni persona possa sviluppare pienamente le sue
potenzialità, relazionali e professionali in un clima di dialogo
responsabile e di rispetto della libertà.

Abbiamo bisogno di una classe dirigente che finalmente dia alla nostra
Isola la spinta necessaria per consegnare alle prossime generazioni una
Sicilia moderna, produttiva, florida e centrale nello scacchiere del
mediterraneo.

Quando Don Luigi Sturzo concepì il suo movimento politico, che sfociò
nella nascita del Partito Popolare Italiano, era consapevole di quello
che voleva, ma non sapeva dove poteva arrivare. Si rivolse con fiducia
agli uomini moralmente “Liberi e Forti”. Se un’idea è buona bisogna
seguirla. Bisogna agire soprattutto con e per i nostri giovani, che non
devono più essere costretti ad abbandonare la loro regione. Essi devono
poter concretizzare le loro aspirazioni in una terra non più ipotecata
dalla mafia e dal malaffare.

Insieme possiamo raggiungere grandi risultati e provare a realizzare
questo sogno di democrazia e di libertà!

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