L’8 agosto rimodulate le somme del Patto per il Sud

L’8 agosto rimodulate le somme del Patto per il Sud

Niente scippo: La delibera del governo regionale dell’8 agosto ha solo rimodulato le somme del Patto per il Sud

«È grave che ci sia qualcuno che voglia tenere congelato il denaro pubblico per la lotta al dissesto idrogeologico, mentre intere zone della Sicilia cadono a pezzi. Ancor più grave se questo qualcuno svolge ruoli di interesse pubblico. Altro che presunto scippo di somme utili alla messa in sicurezza del territorio nella provincia di Messina! Chi dice queste cose, in ultimo il segretario provinciale della Cisl, rischia di fare solo terrorismo psicologico e non il bene della Sicilia e dei siciliani. La delibera del governo regionale dello scorso otto agosto, che ha rimodulato le somme del Patto per il Sud, nasce dal fatto che le amministrazioni locali e, conseguentemente, la Regione Siciliana, non possiedono un Parco progetti di immediata cantierabilità. Un limite che viene dal passato, più volte denunciato dal governatore Nello Musumeci, e che ci ha penalizzato, in termini di capacità di spesa e di rilancio di quel settore edile di cui parla il segretario generale della Cisl di Messina. Per tale motivo non si può tollerare che si tengano congelate, per anni, risorse indispensabili per la messa in sicurezza del territorio!Nel 2016, la Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico ha finanziato 237 interventi di cui l’80 per cento in provincia di Messina, proprio perché colpita da eventi che hanno messo a nudo la fragilità di questo territorio. Anche nei programmi di finanziamento in corso, l’area Peloritana continua a essere tra le principali destinatarie di risorse. Dopo tre anni dal finanziamento non è accettabile che gli stadi di progettazione non siano avanzati, a fronte di altre porzioni di territorio regionale che sono dotati di progettazioni esecutive e subito cantierabili. Nessuno scippo, dunque, è stato fatto, ma solo una doverosa operazione di trasparenza e di rispetto verso uno degli obiettivi del Governo regionale: la messa in sicurezza del territorio e la salvaguardia delle vite umane non può e non deve avere né colore politico, né competenza esclusiva di un territorio. La sindrome di “nimby” è una malattia che non ci appartiene.La rimodulazione non ha penalizzato nessuno, ha solo rideterminato le somme stanziate lasciando a ogni singolo Comune quel denaro necessario ed utile per dotarsi di una progettazione esecutiva e cantierabile. Le economie generate sono state utilizzate, solo in una minima parte, per finanziare gli interventi dotati di quelle progettazioni cantierabili, di cui parte anche nella provincia di Messina e  per mettere in sicurezza quelle aste fluviali e torrentizie sature da anni a causa di incuria e in previsione della stagione autunnale e invernale che tante tragedie ha causato negli ultimi anni. E tutto questo dando ossigeno e, non certamente penalizzando, manodopera nel settore edile di cui questa Regione ha bisogno.La maggior parte delle economie resta a copertura di tutte le progettazioni esecutive e cantierabili che nel frattempo si genereranno e forse finalmente avremo incominciato a mettere in sicurezza davvero il nostro fragile territorio. Nessuna mannaia, anzi finalmente una strategia seria per una sana pianificazione e programmazione di interventi che a oggi è mancata a questa Regione e ne ha messo in ginocchio l’economia».Maurizio Croce Soggetto attuatore della Struttura contro il dissesto idrogeologico

lwzws