Italia divisa sul piano inclinato di Giovanni Frazzica
L’Italia divisa scivola lentamente sul piano inclinato di Giovanni Frazzica
Anche quest’anno, sia pure con qualche variante, si sono celebrati i riti del 25 Aprile e, per certi versi, abbiamo avuto la sensazione di vivere in un eterno presente. Ma in realtà, se allarghiamo l’angolo di osservazione, ci accorgiamo che siamo adagiati su un piano inclinato, cosa diversa da quelle diverse narrazioni che in passato nei momenti di difficoltà ci descrivevano come sull’orlo di un baratro. Questo significa che siamo messi meglio? Non esattamente, il baratro c’è sempre e si trova alla fine del piano inclinato dove i diversi asset del Paese scivolano, con un moto invisibile ma inesorabile, verso il basso. La Sanità scivola più velocemente della burocrazia, l’agricoltura tende a precipitare sotto i colpi dei mutamenti climatici, l’industria e i trasporti vanno considerati a macchia di leopardo, la scuola non brilla, la finanza galleggia grazie agli extra profitti del sistema bancario, frutto di una irripetibile contingenza, la digitalizzazione è in affanno. Di fronte a tutto questo e a tanto altro, che sarebbe troppo lungo elencare, non si intravvede una visione complessiva dell’Italia e dei temi più rilevanti che riguardano l’insieme delle persone, prevale invece il facile e deleterio impulso alla divisione, enfatizzato in questa fase dalla vigilia delle elezioni europee che si celebrano col sistema proporzionale. La politica si divide su tutto, spesso anche su temi di vitale importanza che richiederebbero unità di intenti e, talvolta, le lacerazioni si registrano anche all’interno delle coalizioni e degli stessi partiti. C’è un clima in cui ogni voce che si distingue conquista una quota di consensi, nei sondaggi, sui social, con la prevedibile possibilità che possano diventare voti tra una quarantina di giorni. Indubbiamente è un brutto periodo per parlare di cose serie, peggio ancora per cercare di farle, come altre fasi della Storia d’Italia “ha da passà a nuttata”, poi, visti i risultati di questa che è prevalentemente una misurazione di forza dei partiti italiani, si tornerà “a riveder le stelle”.
