Italia, da Paese per uguali diritti a Nord contro Sud
L’ITALIA DEFORMATA, DA PRESUNTO PAESE PER UGUALI DIRITTI AL SISTEMA NORD CONTRO SUD di Massimo Mastruzzo *
In questa Italia deformata il coronavirus ha avuto l’effetto di porre in luce (facendo abbassare le mani alle tre scimmiette) come in realtà questa nazione si basi su un sistema coloniale che finora ha nascosto sotto l’ipocrita tappeto dell’unità nazionale, un razzismo, unico all’interno di una stessa nazione, di tipo antropologico.Un Sistema Italia con divisioni e contraddizioni che, in barba a quanto previsto dall’art. 3 della Costituzione, spende di più dove c’è già di più, e meno dove in realtà servirebbe.Questo “Sistema Italia ” sta irrimediabilmente giungendo al capolinea, la sua iniquità non è più sostenibile, né tantomeno accettabile. L’insofferenza del sud, inconsapevolmente spinta da un infinitesimale virus, rispetto ad una esasperata disomogeneità territoriale che non è più disposto ad accettare remissivamente, sta portando alla consapevolezza che, così come lo è una primavera dopo un un’interminabile inverno, il cambiamento sia oramai inevitabile.In queste ore assistiamo a dichiarazioni di governatori sulla “Paura di fughe anticipate dei meridionali” da quelle regioni del nord che, proprio sulla discriminazione del sud, hanno costruito le teorie politiche che hanno portato un partito di discriminatori al governo. Sembra che il covid19 abbia fatto scoprire che quei cittadini, i Terun, del sud Italia emigrati a causa di una deformazione costituzionale, vedi art. 3 mai ratificato nel sud Italia, sono talmente funzionali alla loro economia e alla tenuta sociale, da temerne la fuga, il mancato rientro, il futuro reclutamento.E se questi cittadini del sud Italia decidessero di restare, di non partire, di pretendere di essere italiani pur essendo calabresi, lucani, pugliesi, campani, siciliani?L’Italia senza il Sud non può più crescere e non potrà reggere la concorrenza europea. Lungimiranza e buonsenso dovrebbero prendere il sopravvento rispetto all’attuale prevalenza di egoismo economico nord centrico: impedire al Mezzogiorno di crescere, continuando a dirottare le risorse nazionali ed europee nella sola area del nord Italia, è un modello fallimentare che esporrà tutto il Paese ad aggressioni economiche ben più pericolose di quelle già evidenziate dall’attuale pandemia. Quello che però stiamo osservando sullo scacchiere della suddivisione dei fondi del piano di Next Generation, dimostra che la lungimiranza e il buonsenso non appartengono ai governanti italiani.Probabilmente per il governo italiano il libro ” L’economia reale del Mezzogiorno ” degli economisti Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis, dove viene del tutto smontata l’idea autolesionista che l’Italia possa fare ancora a meno del sud, è rimasto sullo scaffale dell’indifferenza. Nonostante i due economisti sostengano che se l’Italia scommettesse sullo sviluppo industriale del sud nel giro di pochi anni diventerebbe economicamente più forte della Francia e della Germania, arrivando addirittura ad essere il primo in Europa con il sud sviluppato ai livelli di alcune aree del nord, sostanzialmente che far crescere il sud sarebbe un un’affare per l’Italia intera, attorno ai fondi europei della Next Generation o Recovery Fund, che dir si voglia, si è scagliato il più miope sciacallaggio italiano.”Paura di fughe anticipate dei meridionali ?” Si, questa appare essere l’unica lungimirante intuizione. *direttivo nazionale M24A-ET
