INVASI PER IL RECUPERO DELLE ACQUE METEORICHE

INVASI PER IL RECUPERO DELLE ACQUE METEORICHE

INVASI PER IL RECUPERO DELLE ACQUE METEORICHE

L’Acqua, una risorsa preziosa e necessaria per la vita, ogni giorno si disperde nelle acque del mare, mentre la città di Messina combatte i mulini a vento di una gestione del territorio inadeguata.

I fatti parlano chiaro, i messinesi, costretti a utilizzare l’acqua accumulata in cisterne discutibili sotto l’aspetto igienico sanitario, per le esigenze alimentari e igiene personale (non dimentichiamo che i virus si combattono con la pulizia di cose e persone), vede scorrere sotto i piedi acqua preziosa verso il mare.

Con la risorsa idrica sempre più minacciata dalla siccità, gli invasi sono strumenti preziosi per preservarla.

Costituiti da bacini d’acqua di varie dimensioni, gli invasi sono una delle principali fonti di approvvigionamento idrico poiché consentono di accumulare le riserve durante l’inverno in modo da poterle utilizzare quando l’acqua scarseggia.

Non si tratta solo di un modo utile per combattere la siccità, bensì anche di un’importante soluzione contro gli sprechi idrici.

Questi ultimi sono in media il 40% dell’acqua totale immessa in rete ea causa dei sottoservizi obsoleti, si alzano al 50% a Messina.

Ogni anno il 90% dell’acqua piovana viene dispersa.

L’acqua delle piogge, però, con la siccità è una risorsa fondamentale per i cittadini, aziende produttive e agricole, lavaggio di strade e marciapiedi per la riduzione di PM 2,5 PM10 e salubrità pubblica.

Ad agevolarne la raccolta ci sono gli invasi, in attesa di progettazione e costruzione.

Si tratta di strutture destinate all’accumulo e alla conservazione dell’acqua, giocando un ruolo cruciale nella gestione delle risorse idriche.

Queste “cisterne” di grandi e medie dimensioni, sono realizzate per immagazzinare l’acqua piovana e il deflusso dei fiumi, garantendo una riserva preziosa per diversi usi durante la stagione estiva o nei momenti di maggiore richiesta.

Gli invasi possono essere creati mediante la costruzione di argini che bloccano il flusso dell’acqua in una determinata area, formando così un serbatoio artificiale.

La documentazione fotografica, immagini scattate adesso a pochi chilometri dalla città, dimostra lo spreco e l’inadeguata preparazione di coloro assunti per la gestione del territorio.

Da Esperto del Sistema Rifiuti e Ambiente, esperienza documentata e conosciuta da molti lettori, non posso accettare quanto accade, la tutela della salute attraverso programmi di priorità, acqua e aria, sono la prima cosa che la pubblica amministrazione deve fare, come primo punto tra i progetti per rendere vivibile la città.

Al momento tutto è il contrario di tutto.

Stellario Grippa

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