Interdonato, Presidente Vicario, convoca il Consiglio

Interdonato, Presidente  Vicario, convoca il Consiglio

NINO INTERDONATO: “IN QUALITA’ DI PRESIDENTE VICARIO CONVOCATO PER VENERDI’ PROSSIMO (24 APRILE) IL CONSIGLIO COMUNALE DI MESSINA IN MODALITA’ TELEMATICA. ALL’ORDINE DEL GIORNO PROVVEDIMENTI E MISURE DI CONTENIMENTO SANITARIO, DI TUTELA SOCIALE ED ECONOMICA IN RISPOSTA ALL’EMERGENZA CORONAVIRUS.

“Dando seguito alle richieste emerse in Conferenza dei Capigruppo del 16 aprile, provenienti da diverse formazioni Consiliari, relative ad un confronto urgente con l’Amministrazione Comunale, ho ritenuto opportuno convocare il Consiglio comunale”.

Lo ha comunicato il Presidente facente funzioni del consesso civile messinese, Nino Interdonato, ricordando peraltro che “stante la situazione emergenziale, ho inviato una nota al Sindaco De Luca volta a concordare la data dello stesso Consiglio, ma non avendo avuto ad oggi riscontro, ho provveduto ugualmente a convocare il Consiglio Comunale in modalità telematica per venerdì 24 aprile alle ore 17″.

I temi all’ordine del giorno, ha sottolineato Interdonato, sono le misure di contenimento sanitario, di tutela sociale ed economica delle famiglie messinesi in risposta all’emergenza in atto ed i provvedimenti economici di competenza comunale a sostegno della ripresa economica cittadina susseguente sempre all’emergenza Coranavirus.

“Sono certo che il Sindaco – ha concluso l’esponente di Sicilia Futura – non mancherà alla seduta di Consiglio Comunale, convocata con congruo anticipo”.

Qualche sorpresa potrebbe arrivare nel corso del dibattito da Alessando Russo del Pd che si interroga su facebook sui danni causati dalle limitazioni imposte dallo “Sceriffo della Contea”, riducendo “a muzzo” gli orari di apertura e chiusura dei negozi, il fermo a ottici, negozi di articoli di igiene o quelli per i vestiti di bambini”. “Neppure a Bergamo o a Brescia, vigevano tali limitazioni – ha scritto Russo – Qualcuno dovrà pubblicamente spiegare le basi scientifiche e tecniche che solo a Catenopoli motivavano il rischio di diffusione del virus correlato all’apertura degli ottici. Si presenti qualcuno dell’Amministrazione e lo spieghi ai cittadini e anche all’Oms e all’Iss: quali le teorie scientifiche che motivavano queste chiusure? Quali gli studi su cui si basavano queste chiusure? Quali quelli che suggerivano la limitazione delle aperture dei supermercati facendo causare assembramenti in orari che altrove non erano neppure di punta? Qualcuno ora dovrà rispondere per i danni economici aggiuntivi per le attività commerciali che, pure nella possibilità di aprire secondo il Dpcm, sono state tenute chiuse per le ordinanze di Catenopoli. Se ipoteticamente dovessero fare ricorso al Comune per il danno economico subìto, chi pagherà? Vi rispondo subito: il Comune. Coi soldi vostri, coi soldi della collettività”. Se Russo riprenderà questi temi, la prima riunione del Consiglio in era Covid sarà infuocata, ma non noiosa.

lwzws