In marcia contro il cambiamento climatico
Si è tenuto in oltre 120 paesi del mondo lo “Sciopero globale per il clima”. Centinaia di migliaia di giovani hanno marciato per chiedere ai Capi di Stato e di governo di adottare misure più incisive di contrasto al cambiamento climatico. Quello che oggi appare come un movimento globale di giovani attivisti per il clima. Agosto 2018, un giorno come tanti, la studentessa svedese di quindici anni Greta Thunberg decide di non andare più a scuola e di protestare davanti al Parlamento, a Stoccolma, con un cartello con scritto Skolstrejk för klimatet (“Sciopero per il clima”). Da quel giorno, Greta decide che ogni venerdì farà la stessa cosa finché il suo Paese non darà risposte concrete sul fronte della lotta al cambiamento climatico. Passano alcune settimane e cresce l’attenzione dei media, dapprima quelli locali, ma poi, gradualmente, la storia della giovane Thunberg supera i confini della Svezia, finendo sui giornali di mezzo mondo. Da allora la giovane attivista è intervenuta alla ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP24), al World Economic Forum di Davos e alla sessione plenaria del Comitato economico e sociale dell’Unione europea, ispirando con i suoi discorsi centinaia di migliaia di ragazzi in tutto il mondo e invitandoli a seguire la strada da lei intrapresa. E sembra che i giovani abbiano colto il messaggio. Lo scorso 15 marzo centinaia di migliaia di giovani – secondo alcuni, milioni – hanno marciato in oltre 120 paesi del mondo per chiedere ai Capi di Stato e di Governo di adottare misure più incisive nella lotta ai cambiamenti climatici. Il Global strike for future (“Sciopero globale per il clima”) arriva dopo mesi di manifestazioni, i Fridays for future (“Venerdì per il futuro”), organizzati ogni venerdì in diverse città del mondo sul modello dell’iniziativa lanciata dalla giovane Thunberg. Lo “Sciopero globale per il clima”, che ha toccato anche l’Italia, uno dei paesi europei con il maggior numero di manifestazioni registrate, vuole porre l’accento sulla necessità di agire contro gli effetti devastanti di un clima che muta sempre più rapidamente.
. tratto da
Giornale Umanitàeuropamondo n.37 – Puglia
