Il voto rubato di Cosimo Recupero
Nei mesi scorsi, più o meno nel periodo compreso fra le ultime elezioni europee e l’inizio della vicenda Covid, la destra nostrana ha sommerso il web della richiesta di elezioni anticipate. Ovviamente, questa richiesta ha trovato subito migliaia di leoni da tastiera, pronti a far rimbalzare questa fame di democrazia a consumo di qua e di là, facendola sembrare una cosa seria.
Lega e Fratelli d’Italia non facevano altro che ripetere il mantra del “non ci fanno votare”, come se le elezioni potessero essere richieste a comando da chi crede di avere il vento in poppa e teme che questo vento si trasformi prima in una leggera brezza e poi in un soffio.
Si gridava anche al complotto, al golpe, alla deriva fascista. La cosa comica era che la deriva fascista veniva paventata proprio da chi, qualche mese prima, usava le parole d’ordine del regime politico più infame che la storia abbia mai visto, superato forse solo dal nazismo.
In questi giorni, al contrario, Trump ha detto di voler rinviare le presidenziali di novembre, perché teme brogli. In realtà ha solo dato una sbirciata ai sondaggi ed ha scoperto che sono impietosi verso di lui.
Sia gli uni che gli altri, insomma, sono accomunati da due cose: l’avere in scarsa considerazione le prescrizioni costituzionali e il pensare che le elezioni si possano fare o non fare, a seconda di quello che dicono le rilevazioni demoscopiche a loro riguardo.
Poi però, che a loro piaccia o no, le elezioni arrivano davvero. E quelli che invocavano il voto come esercizio di libertà, di colpo mettono in campo tutti i mezzucci per svuotare di significato le votazioni ed ottenere il consenso estorcendolo ai cittadini.
I giorni che ci separano dalle prossime elezioni amministrative in molti comuni d’Italia passano inesorabilmente, e manca poco alla pubblicazione delle liste. Presto scopriremo che la scheda elettorale sarà un lenzuolo, per quanti simboli ci saranno impressi sopra. Liste dai nomi improbabili, come animali, insetti, fiori e buoni propositi, faranno ubriacare quei pochi elettori che saranno davvero liberi da vincoli nella scelta del loro candidato al consiglio comunale. Molti cittadini, al contrario, entreranno nella cabina elettorale non per esercitare una scelta libera, ma per adempiere ad un dovere nei confronti di qualcuno al quale, per vari motivi, non possono dire di no. E così ci sarà chi è costretto a votare per il figlio, per il nipote, per il vicino di casa, per il datore di lavoro o per chi gli ha fatto un favore. E la tanto sbandierata “libertà di voto” se ne andrà a farsi benedire. Molti cittadini impiegheranno i venti secondi o poco più che servono per esercitare il voto, per condannare le proprie città a cinque anni di malgoverno. Perché non c’è dubbio che chi usa questa tecnica squallida, consentita da una legge elettorale criminale, per carpire il voto dei cittadini, evidentemente non ha né idee né programmi per il futuro della propria comunità, ma vuole soltanto vincere facile. Ed ogni voto carpito così è un voto rubato.
