Il trappolone di Cosimo Recupero
Un’auto forza un posto di blocco e non si ferma all’alt. La volante si mette subito all’inseguimento e la raggiunge quando quella è arrivata alla propria destinazione: un pronto soccorso. L’uomo alla guida scende e dice agli agenti che la moglie, seduta accanto, ha le doglie del parto e quindi, una sosta imprevista, sarebbe potuta costare la vita alla donna ed al bambino.
Bella storia, giusto?
Il caso della Sea Watch sembra questo e, quindi, a molti sembra corretto difendere la capitana Carola. Nessuno però si chiede se, alla guida dell’auto, ci fosse un noto latitante o, nel bagagliaio ci fosse un carico di armi. Intendo dire che, anche il meritorio fine di salvare vite umane, estingue altri reati che, con questo fine, non hanno alcun riferimento.
Le cose bisogna guardale nel contesto.
Innanzitutto, va ricordato che Carola Rakete non è stata arrestata per il salvataggio di vite umane ma per la disobbedienza ad una nave militare, reato che prevede una reclusione fino a dieci anni di carcere.
Secondo, il PM che ha chiesto l’arresto è quel Patronaggio che, alcuni mesi fa, indagò Salvini e ne chiese il processo per la vicenda Diciotti. Da questo ne possiamo ricavare che non si tratti di un magistrato compiacente col potere.
Terzo, la sinistra non si chiede come mai le ONG si siano rifiutate di accettare gli agenti di polizia italiani sulle navi. Le vite si possono salvare anche con la loro presenza.
Quarto, mantenere una nave come la Sea Watch costa decine di migliaia di euro al giorno. Da uomo di sinistra dico: salvate pure vite, ma fateci capire dove trovate i soldi, giusto per fugare ogni dubbio.
Quinto, il PD ha ritenuto di fare una prova muscolare mandando due personaggi segaligni come Orfini e Delrio che, se non fossero stati bianchi, sarebbero sembrati loro gli unici migranti, tanto sono smagriti.
Purtroppo la sinistra italiana, o quel che ne resta, è caduta nel trappolone che la macchina della propaganda salviniana e populista le ha teso. Salvini non solo detta l’agenda del governo, pretendendo da Di Maio solo dei sì a tutte le proprie richieste per non far saltare il tavolo. Ma il ministro dell’interno e di tutto il resto è riuscito anche a trascinare tutti sul terreno che gli è più congeniale: quello dell’odio verso i più deboli. In questa maniera, in Italia non si parla più di crescita, lavoro, disoccupazione, sanità, scuola, accise, IVA che aumenta… niente. L’Italia è divisa su un solo tema sul quale Salvini, di riffa o di raffa, riesce comunque a raccogliere consensi bipartisan, sottacendo tutti gli altri sui quali sarebbe vulnerabilissimo. Ma di tutto questo i grandi leader della sinistra non si avvedono. Si risveglieranno solo quando vedranno i prossimi risultati elettorali. Almeno spero.
