Il Tramonto dell’Occidente di Maurizio Ballistreri

Il Tramonto dell’Occidente di Maurizio Ballistreri

Il pensiero critico sulle armi all’Ucraina e il tramonto dell’occidente di Maurizio Ballistreri

La decisione del premier Draghi, assunta senza l’imprescindibile formale approvazione parlamentare, di inviare armi all’Ucraina per difendersi dall’invasione russa, fomentando così la logica del conflitto militare in luogo del doveroso impegno per la pace, appare in verità espressiva di un approccio ideologico frutto dell’ortodossia atlantista (con un occhio alla Nato, anzi alla segreteria generale…). Una scelta politica funzionale a trasmettere la visione di una storia dell’Occidente interpretata nell’ottica dell’unità di intenti attorno all’unilateralismo americano e della ricerca di una fantomatica unità, o “bene comune”, senza alcuna analisi che tenga conto del pensiero critico, come quello del prestigioso filosofo ed esponente della “Scuola di Francoforte”, Jürgen Habermas, che ammonisce contro l’ipotesi di un Occidente più interventista, in quanto incompatibile con l’obiettivo di evitare un’escalation che porterebbe a una guerra nucleare.

Si fomenta, così, una nuova divisione geopolitica tra blocchi, puntando sulle sanzioni alla Russia, che, alla fine, penalizzeranno i ceti più deboli e le economie dell’Europa, nel mentre sembra prendere corpo geopolitico ed economico una sorta di fronte dei cosiddetti “Paesi non allineati”, simile a quello costituitosi durante la guerra fredda, che vide protagonisti tra gli altri la Jugoslavia di Tito, l’Egitto di Nasser, l’India di Indira Gandhi, Cuba di Castro, con una posizione al tempo oggettivamente a sostegno dell’Unione Sovietica. Infatti, importanti Paesi, dal punto di vista economico, hanno rifiutato le sanzioni, Cina, India, Sudafrica, ma anche alleati storici degli Stati Uniti come Israele e Arabia Saudita, oltre ad uno membro strategico della Nato come la Turchia. Se è vero che l’alleanza degli Stati per le sanzioni, rappresenta la maggioranza del prodotto interno lordo mondiale, dall’altra parte, però, vi è la maggioranza dei popoli.

E così, il rischio è che attorno alla democratura e al bellicismo della Russia si sviluppi e cresca un diffuso sentimento anti-occidentale, dall’Asia al Medio-Oriente sino all’Africa, utilizzabile come paravento da parte di élite corrotte per giustificare regimi tirannici e liberticidi e in alcuni casi islamico-teocratici contro il “neo-colonialismo” bianco. D’altra parte, nello stesso Occidente, soprattutto nelle università e nei luoghi della cultura ove si sono formate le élite di quello che un tempo si definiva “Terzo mondo”, parte degli intellettuali hanno elaborato processi culturali contro il “suprematismo e l’imperialismo bianco”, con una sorta di iconoclastia connessa alla“cancel culture”,la “cultura della cancellazione” (della cultura occidentale), corroborata dall’integralismo del politicamente corretto. La cancel culture ha vissuto una fase drammatica nell’estate del 2020, quando negli Usa e in Gran Bretagna gruppi di studenti e professori hanno vandalizzato,decapitato e fatto rimuovere statue e monumentidi personaggi fondamentali della storia dell’Occidente: da  Cristoforo Colomboa Thomas Jefferson uno dei padri della democrazia americana, ad Abramo Lincoln, il presidente americano che abolì la schiavitù e ritenuto invece “schiavista”, sino a Churchill, l’uomo che ha forse contribuito di più alla sconfitta del nazifascismo in Europa.

Sembra, così, avverarsi quanto quasi profeticamente scriveva nel 1918 il filosofo della politica Oswald Spengler: “Il «tramonto del mondo antico», lo abbiamo dinanzi agli occhi, mentre già oggi cominciamo a sentire in noi e intorno a noi i primi sintomi di un fenomeno del tutto simile quanto a decorso e a durata, il quale si manifesterà nei primi secoli del prossimo millennio, il «tramonto dell’Occidente»”.

Le sanzioni contro il Cremlino rischiano di coagulare quindi, un vasto fronte anti-occidentale, tenuto insieme da visioni e interessi diversi ma convergenti contro la nostra civiltà ritenuta decadente, con lo spettro dell’apertura del vaso di Pandora di un conflitto su scala planetaria.

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