Il senso della vita è contro la guerra di Danilo Dalvato

Il senso della vita è contro la guerra di Danilo Dalvato

Nella Bibbia vi è la profezia del profeta Daniele sulla lotta fra il  Regno  del nord e quello del  sud. I testimoni di Geova la interpretano accostando la metafora all’attuale contrapposizione fra i due blocchi dell’umanità, quella occidentale e quella orientale,  che, assumono, porterà alla distruzione del mondo e all’instaurazione del regno di Dio sulla terra,  in cui saranno chiamati a vivere per sempre solo gli uomini buoni. L’interpretazione appare forzata e  Risentire della formulazione a posteriore di fatti già avvenuti.  Tuttavia, si può scorgere dell’altro. La profezia potrebbe essere credibile perché le condizioni ambientali cui contribuisce la dissennata corsa agli armamenti e alla guerra, rende lecito aderire al pensiero dei tantissimi scienziati sulla catastrofe che colpirà l’umanità. Pur riconoscendo l’avversione verso di loro, che traspare da obiettivi fatti storici, gli uomini, o, per usare la terminologia della profezia di Daniele, il regno del nord e quello del sud, non pare che oggi  siano  determinati a combattere  specificamente  i testimoni di Geova,  bensì a distruggere  a vicenda  le opposte umanità:  la cultura e religione orientale vuole cancellare  quelle occidentali, e viceversa. Al di là di tutto ciò,  quello dei testimoni di Geova, è pur sempre  un messaggio di Pace, accostabile alla posizione  pacifista del presidente dei 5Stelle, Conte, e del giornalista Michele Santoro. L’altro profilo della interpretazione assume  un Regno di Dio in cui tutti gli uomini buoni dovrebbero vivere in eterno sulla Terra. In termini positivistici, non si riesce  a concepire uno  spazio materiale  sufficiente per accogliere  tutti  i prescelti sulla terra per sempre. La fisica quantistica teorizza, e in parte dimostra,  l’esistenza olistica  di diversi sistemi, di tanti campi e dimensioni sovrapposti,  esistenti simultaneamente nell’universo  ove ogni cosa è collegata. Una  parte degli scienziati  e dell’intellighenzia in genere percorre poi la strada della unificazione dei saperi (scienza, fisica quantistica,  filosofia, religione, psicologia, neuroscienze, ecc.), la incastona in questo sistema quantico simultaneo,  ove tutto è collegato a tutto e in questo tutto vi ricomprende l’uomo, la coscienza e l’inconscio, proponendosi  di tentare di comprendere l’inconscio. Per rendere meno astruso il concetto, si pensi ai sogni  ove tutto ciò si realizza:  durante il sogno il nostro inconscio vive contemporaneamente  situazioni che nella veglia sono diverse e sfalsate nel tempo e nello spazio e appaiono improbabili.  Da tali  prospettive  può tralucere la visione di un  Regno di Dio sulla terra in modo da giustificare uno scivolamento  da una posizione positivistica ad una più metafisica e spirituale. Queste argomentazioni però valgono anche per il  regno dei cieli ventilato dai cattolici cristiani. E allora cosa fare, cos’è e il, e  cosa succede nel, mondo metafisico, nell’inconscio individuale e collettivo. Continuare a riflettere e tentare di capire potrebbe intanto aiutarci a vivere meglio e a rifuggere dalle guerre personali e collettive, poichè, per dirla con le parole di Wolfgang Pauli,  il senso della vita forse non è il risultato ma la sua continua ricerca. Questo articolo scaturisce dalla  lettura dei più grandi fisici teoretici e psicologi della Storia come Pauli e Young, ci aggiungerei anche Carlo Rovelli, e vuole condividere con loro il messaggio di pace.  

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