Il sapore del tonno di Cosimo Recupero

Il sapore del tonno di Cosimo Recupero

La corsa per il Quirinale è praticamente iniziata. Il centrodestra ha deciso di candidare Berlusconi il quale fa finta di restare umile riservandosi di decidere se accettare. In realtà la candidatura l’ha imposta lui stesso ai suoi alleati i quali, da parte loro, l’hanno accettata di buon grado, non perché ritengano l’ottuagenario di Arcore il migliore candidato possibile, ma perché, a prescindere da come finirà la partita, se lo saranno tolto dai piedi una volta per tutte.

Perché se Berlusconi venisse eletto effettivamente al Colle (Dio ce ne scampi) non potrebbe più ambire né alla guida del centrodestra né, tantomeno, a Palazzo Chigi. Se invece l’elezione dovesse non esserci, a quel punto i due giovani virgulti, Salvini e Meloni, potrebbero chiedergli di farsi da parte perché, oltre all’età, ci sarebbe anche il fatto che uno che si era candidato al Quirinale non può poi pretendere di tornare in pista. Insomma, la candidatura alla presidenza della repubblica è il canto del cigno per Berlusconi.

Ora la domanda è: quante chance di successo ha questa candidatura? Sicuramente nessuna nei primi tre scrutini, quando servono i due terzi dei 1009 grandi elettori che formano il collegio. L’ex cavaliere, per quanti sforzi possa fare, non riuscirebbe mai a trovare tanti voti, perché anche alcuni parlamentari o delegati del PD o della sinistra estrema dovrebbero, in quel caso, convergere sul suo nome, la qual cosa è altamente improbabile.

Ma dal quarto scrutinio in poi ne basterebbero 505 di voti e quindi, oltre ai 450 del centrodestra ne servirebbero una cinquantina da pescare altrove. E se sono da escludere sicuramente i voti del PD, discorso diverso vale per altre forze.

Innanzitutto del renziani. Matteo Renzi ha detto che bisogna votare uno di centrodestra al Quirinale. Se non altro, con queste parole, l’ex segretario PD ha finalmente mostrato il suo vero volto di uomo di destra e spera che Berlusconi, in cambio dei voti per il Quirinale, gli consegni le chiavi di Forza Italia.

Ma anche il gruppo misto potrebbe rivelarsi utile per Berlusconi. Questo pattuglione infatti è formato da transfughi di altri partiti, prevalentemente grillini, che quindi non hanno né una linea politica da rispettare né un leader al quale rendere conto e dal quale lucrare una candidatura sicura alle prossime politiche.

E lo stesso dicasi per molti grillini tuttora di stretta osservanza che magari, di fronte all’ipotesi di dover votare Draghi al Quirinale, preferiranno Berlusconi o chiunque altro pur di non rompere l’idillio di un governo stabile aprendo la strada ad elezioni anticipate e, quindi, ad una fine certa del loro miracoloso sbarco in politica.

E la cosa drammatica sarebbe questa: e cioè che ben un italiano su tre aveva votato per il M5S che prometteva di aprire il Parlamento come una scatoletta, senza pensare che quei rivoluzionari da tastiera, presto o tardi, avrebbero cambiato registro non appena avessero scoperto quanto è buono il sapore del tonno.

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