Il garante della privacy bacchetta il Sindaco

Agosto, il mese dei fuochi social di Giovanni Frazzica

Il tema dei rapporti sociali è rimasto un tema caldo anche per tutto il mese di Agosto, una vera ferita aperta su cui le Associazioni di volontariato e i sindacati, solitamente critici con gli atteggiamenti del sindaco De Luca, non hanno mancato di buttare del sale. Salatissimo appare ilComunicato stampa firmato da quattro importanti Associazioni cittadine titolato: “il clima di odio, le ordinanze del Sindaco e i suoi metodi”. “Circolo P. Impastato PRC Messina, Rete Antirazzista, CittadinanzAttiva e Unione Inquilini Messina   denunciano alcuni fatti accaduti ultimamente. “Il Sindaco De Luca – scrivono – attacca spregiudicatamente poveri ed emarginati, ed intendono segnalare agli organi preposti il suo preoccupante impiego di social network e video per fini punitivi. I social diventano così parte di una strategia di governo dell’ordine assieme all’ordinanza sindacale prevista dall’art.9 del c.d. Decreto Minniti il quale conferisce ai sindaci potere di ordinanza in materia di decoro urbano e sicurezza della città. Questo fatto la dice lunga sulla politica gestionale del Sindaco di una città martoriata da decenni di gravi problemi; fra tutti ricordiamo la disoccupazione, le baracche ed il traffico dei tir. Per non parlare della gestione dei servizi sociali sempre più lontani dalla media standard di quelle città che riescono a garantire diritti e servizi ai soggetti più fragili. Ma le persone per De Luca non sono da tutelare e verso di esse non vanno messe in atto politiche di sicurezza sociale. No! L’ordinanza è punitiva e repressiva contro persone che nei fatti a Messina non sono mai stati un intralcio. Il suo senso di “pulizia e decoro” lo scorgiamo dai video social che colpiscono giovani uomini che incontriamo giornalmente a Messina, che vivono con dignità, e che questa ordinanza tramortisce sottoponendoli a gogne mediatiche. Ricordiamo quello della squallida operazione di “pulizia” dello spazio occupato da persone che dormivano e quello del lavavetri cacciato malamente in diretta facebook. Sembra che questa Giunta sappia promuovere politiche di questo livello. Ultimo il video in cui due giovani, di cui uno minorenne, scaricano legna in un casolare abbandonato. Un video che, a prescindere dalle eventuali responsabilità penali o civili, mortifica le persone e che, come nei casi succitati, ha fatto partire il consueto plotone di esecuzione mediatico senza che si renda conto che in tal modo si viola la privacy e si mette a rischio l’incolumità e soprattutto la dignità delle persone riprese. Sindaco la smetta di usare questa politica poliziesca dividendo i messinesi in buoni e cattivi, in cittadini per bene e cittadini sgraditi”. Social come gogna mediatica, Maria Flavia Timbro scrive: «De Luca viola la privacy per un po’ di consenso» e commentando la presa di posizione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza aggiunge: “i processi a favore di telecamera” del primo cittadino il Sindaco-censore si sostituisce alle Autorità Competenti e si permette di emettere sentenze”. «Le parole del Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Messina, Angelo Fabio Costantino, opportunamente interpellato nei giorni scorsi da quattro associazioni locali, interrompono, finalmente, il crescente clima di gogna mediatica che il Sindaco, Cateno De Luca, da mesi, alimenta quotidianamente». Afferma l’avv.  Maria Flavia Timbro di Art.  Uno, che commenta anche la polemica sull’utilizzo dei social da parte del primo cittadino. «Minori, ambulanti, lavavetri, dipendenti comunali, vigili urbani, giornalisti. In questi mesi i video, le invettive, i processi a favore di telecamera di De Luca non hanno risparmiato nessuno – prosegue – Dietro l’agitata bandiera della legalità, del rispetto delle regole, della tutela dell’ordine pubblico, il Sindaco cela una visione palesemente giustizialista del suo ruolo, quella di punirne uno per educarne cento.   È così che nomi, volti, vite e vicende personali vengono violate in nome di un po’ di consenso elettorale in più; è così che il Sindaco-censore si sostituisce alle Autorità Competenti e in barba ad ogni garanzia, ad ogni diritto, al principio di separazione dei poteri, si permette di emettere sentenze ed infliggere punizioni a mezzo social. Prenda provvedimenti – scrive ancora – contro i fannulloni, se ve ne sono, contro coloro che non rispettano la legge, contro chi attenta al decoro o all’ordine pubblico, ma lo si faccia in silenzio, senza calpestare mai la dignità, la libertà personale e la privacy delle persone, a maggior ragione se quelle persone sono minori.  Sono tante e tali le emergenze di questa città, le disuguaglianze sociali che la lacerano, le sue periferie dimenticate, i minori a rischio devianza che stupisce che il Sindaco abbia tutto questo tempo per “educare” i cittadini a mezzo social. Se davvero – come dice – il Sindaco lo sa fare – conclude –  faccia il suo lavoro con rigore, ma solo con gli strumenti che lo Stato Democratico gli mette a disposizione, sapendo che tra di essi non vi sono né selfie né video in diretta su Facebook». E nella polemica agostana non manca di intervenire anche Angela Rizzo, responsabile regionale dei Servizi sociali di CittadinanzAttiva, che in un suo articolo, sottolinea, riferendosi alla violazione della privacy di alcuni giovani, come:” Dopo i custodi, i senzatetto, i migranti, i lavavetri, gli operai, i poveri in generale, oggi da parte del sindaco di questa sventurata citta’ “l’osso” da buttare ai suoi famelici sostenitori sono gli adolescenti”. Sul tema non può non intervenire anche Angelo Fabio Costantino, il Garante provinciale per la tutela della privacy.“I commenti su quei post raccontano di un clima in città di grande aggressività e vendetta. Voglio proporre al sindaco un percorso comune per intervenire sul grave disagio minorile coinvolgendo tutte le istituzioni che hanno competenza. Esistono emergenze che non possono più essere rimandante come la vendita di alcolici ai minori e la sicurezza stradale. Va fatto un serio progetto di prevenzione della devianza minorile che passa attraverso la riduzione della dispersione scolastica e dell’incentivazione della cultura della legalità”. “Nella nota delle associazioni viene segnalato – scrive ancora Costantino al Sindaco – tra l’altro, la pubblicazione sul suo sito ufficiale Facebook ” De Luca Sindaco di Messina”, di un video che ritrarrebbe un minore nell’atto di commettere un illecito amministrativo. Posto che ogni agito illecito viene perseguito dall’Autorita’ Giudiziaria, che nel nostro Ordinamento con il Tribunale per i Minorenni prevede un rito dedicato a loro tutela anche di fronte a reati gravissimi, si rammenta che la pubblicazione e la diffusione di immagini, foto/video di minori non garantisce il diritto alla privacy di qualunque cittadino, ancor più quando si tratta di minorenni, fascia debole che va tutelata in ogni condizione, anche di fronte alla commissione di qualunque illecito e/o reato. Colgo l’occasione per manifestarLe la mia disponibilità a collaborare in percorsi congiunti per la prevenzione del disagio Minorile nella Città di Messina”. Sappiamo che questa vicenda è stata portata a conoscenza anche del Garante nazionale per la privacy. Si tratta forse di una attività svolta con superficialità, quasi con spirito ludico, ma che potrebbe portare conseguenze di una certa gravità, soprattutto alla luce della severa normativa che regola la tutela dei minori.

  • pubblicato dal settimanale I VESPRI

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