Il cartellino giallo aggiusterà la testa De Luca?

Il cartellino giallo aggiusterà la testa De Luca?

Il cartellino giallo di Lamorgese aggiusterà la testa De Luca?

Dopo un cartellino giallo la partita può continuare e può giungere normalmente a conclusione. In questi casi, generalmente, vi sono due possibilità: la prima è che il giocatore, magari sostenuto da una facinorosa tifoseria, prosegua con il gioco pesante, incorrendo quindi nel fatidico cartellino rosso, che significa espulsione dal campo; la seconda è che invece continui a giocare con maggiore prudenza e rispetto delle regole, dando un serio e autentico contributo alla squadra. Fuor di metafora e quello che molti si augurano possa avvenire nel caso che ha visto protagonista/vittima il sindaco di Messina raggiunto da una denuncia per vilipendio alle Istituzioni presentata dal Ministro degli interni Luciana Lamorgese. Ora De Luca può scegliere se andare verso il chiarimento di una vicenda in cui esistono le prove e le sue stesse ammissioni del fallo commesso (fatte salve le attenuanti) ovvero, utilizzando come caso emblematico quello del passaggio della Renault 4 con i tre francesi, continuare a dire che lo Stato non c’è. Lo Stato risponde, forse in ritardo, ma con una denuncia che sottolinea il fatto che chi ricopre un alto incarico istituzionale ha in uso dei canali per interloquire e per segnalare anche disfunzioni e carenze senza buttare in caciara le lamentele, ancorchè siano fondate e senza gettare discredito su altre articolazioni della pubblica amministrazione che, in questo momento, sono fortemente impegnate in una lotta contro la pandemia e che hanno bisogno della fiducia e della collaborazione dei cittadini. Probabilmente, l’ing. Giuseppe Merlino, Antonio Andò, Turi Leonardi e Mario Bonsignore, tanto per citare quattro nomi di persone a caso che hanno svolto il ruolo di Sindaco di Messina, avrebbero affrontato questi problemi con determinazione, ma anche con sobrietà e avendo come obiettivo non la ricaduta propagandistica personale immediata, ma il risultato per la città. E se si vede il frutto del lavoro la ricaduta propagandistica arriva in automatico, al netto di denunce. Se ci sarà scontro istituzionale, come si teme, le tifoserie più dissennate e facinorose avranno la loro dose di succulento spettacolino quotidiano, bello in giornate in cui non c’è nulla di interessante da fare. Ma il conto lo pagano tutti, gli spettatori pacifici, i tifosi invasati, i miracolati (che potrebbero da un momento all’alto veder chiusa la loro esperienza) e lo stesso De Luca che sarebbe il primo a pagare le conseguenze di comportamenti sbagliati e superflui.

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