“Il Buio dentro” per scongiurare sucidi in Forze di Polizia
“Il Buio dentro” per scongiurare impennata sucidi tra le Forze di Polizia e Armate
C’è un killer fantasma tra le Forze di Polizia e Armate che si palesa
quando ogni volta che il disagio resta imbottigliato e non può esplodere
semplicemente con una “serie di confidenze riservate a degli aiuti
specializzati”. L’aiuto pragmatico va fornito dagli stessi Ministeri che
rappresentano i datori di lavoro di queste risorse umane. L’Unione
Sindacale Italiana Poliziotti (Usip) ha preso una posizione netta oggi al
Municipio di Messina, realizzando la tavola rotonda “Il BUIO DENTRO:
fenomeno suicidario tra le Forze dell’Ordine” e promuovendo
l’istituzione di una Commissione parlamentare alla presenza dei
rappresentanti del Governo invitati. Tanti i contributi di una buona
delegazione di politici nazionali e regionali che servono ad attenuare il
gap tra Amministrazione e dipendenti. “Creiamo un meccanismo che
non inciti alla paura e al senso del pudore ma che accompagni
quotidianamente chi accenna al minimo disagio e non arrivi al crollo
senza ritorno, in gran segreto e nella solitudine”. A sancirlo il Segretario
Nazionale Usip Rosaria Maira. “La nostra è una vocazione oltre che una
missione ma, non per questo, possiamo essere abbandonati nel dolore
e nei nostri momenti di frustrazione” – chiosa il Segretario Generale
Provinciale e Regionale Usip Maurizio Galati
Messina, 26 novembre 2022 –. Non vorremmo stilare un “bollettino di
guerra” ma il Comparto Sicurezza e Difesa dell’intero Paese sta
ammortizzando i contraccolpi di un surreale periodo storico “post Covid”,
senza riuscire a mitigare le tensioni fisiche e mentali e forse il senso di
solitudine tra le tante cause, che, talvolta, sfociano in gesti estremi delle
risorse umane. L’Unione Sindacale Italiana Poliziotti (Usip), a livello
nazionale, regionale e della provincia di Messina, non intende assistere
con atteggiamento impassibile o cinico all’escalation di suicidi che
serpeggiano tra le Forze di Polizia e le Forze Armate in quest’ultimo anno e
nell’ultimo trimestre ma si configura come parte attiva per contrastare la
tragica statistica, partendo dalla proposta di cambiare la legge 121 di 41
anni di storia, lanciata oggi, durante la tavola rotonda nella Città dello
Stretto a Palazzo Zanca, al Governo Centrale. Nello scenario di 69 suicidi
attestati in tutto il Paese ad oggi e con un aumento del trend nel Corpo della
Polizia di Stato che supera il primato del passato riferito alla Polizia
Penitenziaria, l’Associazione di categoria ha mosso le acque con il
Segretario Nazionale Usip Rosaria Maira – Responsabile Mobbing e
Stalking e il Segretario Generale Provinciale e Regionale Usip Maurizio
Galati, per trovare una quadra con i parlamentari presenti a questo evento (i
Senatori della Repubblica Carmela Bucalo, Dafne Musolino e Antonino
Germanà ed il deputato dell’Ars Antonio De Luca) e poter fare rete con gli
altri Comparti. Il Sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento
Matilde Siracusano e l’Assessore ai Beni Culturali Elvira Amata, assenti
“giustificati”: una per motivi familiari e l’altra istituzionali. L’Usip chiede
al Ministero competente di rivoluzionare l’Ordinamento troppo vetusto
(articolo 48) che interessa la propria struttura amministrativa e da qui si può
estendere la proposta di cambiamento anche tra gli altri operatori dello Stato
che afferiscono, per esempio al Ministero della Difesa. A portare i suoi saluti il
Sindaco di Messina. “Si continuano a mietere
vittime sul campo e, ancora in questa settimana, abbiamo dovuto piangere un
altro collega suicida nella provincia di Venezia” – sottolinea la Responsabile
Maira. Ad introdurre i lavori è stato il Segretario Galati: “Abbiamo chiesto
l’istituzione di una Commissione Parlamentare d’inchiesta sui suicidi –
afferma – perché è giunto il momento di comprendere quale male oscuro
avvolga uomini e donne in divisa e di agire concretamente. Per quale
ragione, improvvisamente, alcuni di loro vedono la morte come unica via
d’uscita, addirittura unica amica ed alleata. Forse perché sono perennemente
a contatto con la sofferenza altrui? Forse provano frustrazione perché
consapevoli di non potere rispondere sempre con immediatezza ai cittadini?
Perché non si sentono più tutelati? Il suicidio è solo l’effetto devastante di un
malumore che logora l’anima tra le Forze dell’Ordine”.
Il Segretario Maira non le manda a dire e lotta per la prevenzione del
problema che non va affrontato solo quando si presenta: “L’importanza di
un intervento a livello centrale sul meccanismo che regola il supporto
psicologico degli operatori di Polizia e di tutti gli uomini in divisa è
fondamentale e improcrastinabile – avverte -. Bisogna fondare un organo di
tutela attorno agli operatori delle FF.OO. che li accompagni durante tutto il
periodo lavorativo e che permetta a tutti di ritrovare quelle risorse basilari per
potere affrontare in maniera serena e seria le criticità quotidiane del nostro
lavoro”. “A volte il poliziotto fa anche il prete – incalza la Coordinatrice Usip –
perché c’è chi si confessa con noi in tutte le situazioni più incresciose e
funeste. Abbiamo riscontrato distanze tra certi vertici dirigenziali e noi quando
ci hanno persino suggerito di avere empatia verso i manifestanti in guerriglia
urbana”.
Tra le competenze coinvolte anche la parte legale “al quadrato” con
l’avvocato dell’associazione “Attivamente” Rosa Nastasi e la
cassazionista Maria Claudia Giordano dell’Associazione “Agathos” e
quella psicologica con la specialista del settore Valentina Sabino, anche lei
dell’Associazione “Attivamente”, che ha stigmatizzato sul cosiddetto “burn
out” nelle dinamiche quotidiane di stress nel personale di polizia e militare.
Nastasi annuncia le possibili modifiche all’art. 48: l’ufficio sanitario deve
essere composto da psicologi specializzati e analisti; l’operatore sottoposto a
procedimento deve avere il diritto ad essere assistito da proprio psicologo; il
soggetto a cui viene ritirata l’arma deve avere la possibilità di produrre note e
memorie a propria difesa. “La norma che aveva un suo perché negli anni
Ottanta – puntualizza -, oggi deve essere calata nel nuovo sistema di vita.
Deve sempre essere al passo con le mutate esigenze della società e in
materia di pubblica sicurezza più che in altri settori. Sabino ricorda che con
“Attivamente” – centro psico-giuridico, si interviene divenendo parte integrante
di un cambiamento radicale nella gestione e prevenzione del rischio
suicidario nella divisa. “Il confronto continuo con la violenza, la morte e
l’isolamento (conseguente al distacco dall’ambiente consueto) può
accentuare lo sviluppo di un’ideazione suicidaria – spiega la psicologa -. Lo
stress è uno dei fattori di rischio per il suicidio. Fondamentali i processi di
selezione ed addestramento dei nuovi agenti, nonché un attento
monitoraggio ed efficaci programmi di prevenzione ed intervento”. L’avvocato
Giordano che prende spesso in carico soggetti che hanno subit0
procedimenti con l’articolo 48 dice: “La categoria dei lavoratori dovrebbe
essere quella più protetta mentre i poliziotti, che sono altrettanto lavoratori,
vengono trattati come se fossero esterni. Bisogna impostare diversamente il
sistema di valutazione di chi subisce le sanzioni. Togliere l’arma significa
anche sottrarre la relativa indennità”. Ad incorniciare questa tavola rotonda è
stata la convenzione siglata tra il Segretario Generale provinciale Galati
e l’Associazione “Attivamente” per il supporto psicologico e legale, che è
stato già erogato negli anni da questa realtà sociale alla Segreteria
Provinciale nei riguardi di persone disagiate. Si materializza così una
gestione di salute preventiva, a cui ci si può indirizzare in modo del tutto
anonimo, grazie a dei professionisti. La senatrice Bucalo: “Tra turni
massacranti ed una violenza che aumenta sempre di più, lo Stato deve
tutelare chi veste la divisa perché chi appartiene alle Forze dell’Ordine non
deve sentirsi leso nella sua dignità e non deve avere ripercussioni a livello
economico”. Il sen. Germanà: “La sicurezza è uno de punti cardini del
nuovo Governo che si è insediato da circa un mese e che tiene all’incolumità
delle Forze di Polizia e Armate. Raccolgo con piacere le vostre istanze per
portarle sui tavoli di Governo”. Il deputato dell’Ars
Antonio De Luca: “Ringrazio l’Usip per aver portato alla ribalta queste
sfaccettature poco conosciute. Quindi quello di oggi non è solo ‘Il buio dentro’
(dal titolo della tavola rotonda) ma è anche ‘buio fuori’. Comunicherò ai
capigruppo di Senato e Camera dei deputati tutto il disagio che si percepisce
nell’articolare questo argomento e state tranquilli che sarò fautore di questa
vostra rivoluzione. Un agente, dopo tanti anni di servizio e di esperienza,
prova già tanta stanchezza e va aiutato ancora di più”. A coordinare l’evento
è stata la giornalista Marcella Ruggeri.
Il Segretario Generale Nazionale Usip, Vittorio Costantini non ha potuto
partecipare per motivi di salute e ha delegato un altro Segretario
Nazionale, Giuseppe Costantini, che sostiene: “Non voglio generalizzare e
non voglio sostituirmi allo psicologo. Ma bisogna intervenire sulla legge 121
per non trattare questi servitori dello Stato come numeri di matricola. Bisogna
investire sul Welfare e far sparire tutte le incongruenze dell’articolo 48 e sulla
sua disumanità”.
L’UFFICIO STAMPA
Marcella Ruggeri
- Nella foto da sx Sabino_Galati_Nastasi_Costantini_Maira_Giordano_
