Il “Babbiu” ed il Covid di Rafael De Francesco
Il “Babbiu” ed il Covid a Messina di Rafael De Francesco
Non si può non commentare a partire dagli ultimi provvedimenti del Sindaco, il suo piano “anti babbiu”, esprimendo un senso non di sconforto quanto di amarezza. Amarezza nel considerare quanto la nostra città sia vilipesa e piegata ad essere uno strumento di propaganda ad uso della carriera di colui che oggi è “pro tempore”, il primo cittadino. Non si può e non si deve continuare a subire ne gli atteggiamenti violenti né le minacce più o meno velate rivolte a chi critica e osserva e dissente. È l’esercizio minimo del sistema democratico, la critica è il sale della democrazia e per quanto mi riguarda l’informazione dovrebbe esercitare appieno quel ruolo definito di quarto potere, esercizio di garanzia per la comunità. Detto ciò in premessa, ritengo il primo cittadino (pro tempore), sia come un pugile suonato da sé stesso più che dalle opposizioni cittadine nei fatti assai poco concludenti o forse poco interessate al cosiddetto “Bene Comune” ed in questo aspetto, in linea a parti inverse con quanto avviene a livello regionale prima, nazionale poi.
Vengo al merito sul provvedimento partendo dalla considerazione che per chiedere sacrifici bisogna essere credibili e alla luce di quanto avvenuto e valutando il suo operato nel corso della sindacatura, parlando ed ascoltando l’eco che si riverbera a partire dall’uomo della strada, credo che il consenso in un recente passato assai largo, stia venendo via via meno.
Chi ha fatto della contrapposizione e dello scontro continuo il suo grimaldello inizia a perdere impeto e capacità. Forse anche perché gran parte di quelli che c’erano prima, sono coinvolti a pieno titolo e con ruoli di primo piano nella macchina amministrativa quindi uno dei suoi “mantra”, va sgonfiandosi e le tante promesse fatte in campagna elettorale si rivelano sempre più solo tali. Promesse elettorali.
Il provvedimento “anti babbiu”, sembra invece un discorso fatto “parlando a nuora perché suocera intenda”, prenderci per bambini, per sciocchi, per banali, buddaci, appunto. Prendendo ostaggio una città più per l’interesse a sollevare vespai e polemiche e guadagnare titoli nei giornali e nelle ospitate tv che per l’interesse collettivo reale. Forse per alimentare un’eco che si va facendo assai debole fino a spegnersi dopo le tante e spesso controverse uscite. Basta dirette si sente dire sempre più spesso.
Come si può dire tutto ed il suo contrario? Il dichiararsi pronto a sollevazioni in piazza a fianco dei commercianti e poi tirare fuori provvedimenti immotivati ed ingiustificati come il Piano Anti Babbiu?
Come si può così a cuor leggero bloccare intere attività economiche costringendo a sacrifici immani i commercianti già ridotti al lumicino ed insieme i cittadini? Gli studi professionali e chi non opera direttamente nel settore sanitario. Non siamo a marzo, il Covid_19 c’era e ci sarà per i prossimi mesi e fino al Vaccino in arrivo si spera nel 2021. Nel frattempo cosa vogliamo fare continuare a subire le follie e le convenienze del potente di turno? Chi rifonderà le perdite? Chi ripagherà i cittadini? Come non rendersi conto che ridurre gli Orari di apertura dei supermercati favorisce gli assembramenti fuori e dentro, causando scoramento e sfiducia nella popolazione e quindi rabbia nell’Opinione pubblica?
Un Amministratore attento, operoso e che avesse davvero cura e tutela dei suoi amministrati dovrebbe chiedere prudenza ma nel frattempo accompagnando i provvedimenti con il ricorso a maggiori tutele ed accorgimenti che aiutino il vivere nel quotidiano.
Dovrebbe chiedere agli esercenti Orari di apertura più lunghi, non il contrario. Sfruttare se vogliamo anche le tecnologie non solo per le dirette facebook e non me ne voglia nessuno se aggiungo il riferimento al Cabaret (che attenzione serve anche, ridere è importante). Non si può continuare ad amministrare cosi alternando risate ed insulti sparando nel mucchio.
Ma non scrivo per dare consigli all’Amministrazione, piuttosto mi interessa parlare e rivolgermi ai miei amici, ai miei concittadini ed ai tanti che sempre meno si ritrovano e rispecchiano nella sua attuale guida, riannodare il filo di discorsi e del confronto interrotto da tempo, immaginando ciò che insieme potremo fare.
Non mi interessa ormai più di tanto discutere o lamentarmi di ciò che viviamo nell’attuale quanto raccogliere la voglia di fare e lottare per prepararci a riprendere in mano l’Amministrazione della città, partendo dal presupposto che una città è fatta dai suoi abitanti e dalla sua storia, dalle sue caratteristiche geografiche, orografiche e fisiche. Messina esiste da millenni ha attraversato altri periodi bui, distruzioni e male amministrazione, dominazioni e fame ma come è evidente al buio segue sempre la luce.
Nulla è scritto e nulla è ineludibile o ineluttabile, tanto se non tutto dipende dal nostro operato e dalla voglia di spenderci con generosità. La città è una e deve essere nostra, di tutti. Ci vorrà tempo e l’impegno di tanti, mettendo l’interesse generale innanzi, sono certo che al di là della riuscita conterà lo spenderci insieme per una causa giusta.
Rafael De Francesco
Segretario Labour Italia Associazione Culturale e Politica
