I cavalli di Boldini e la corsa verso il Quirinale
I DUE CAVALLI BIANCHI DI GIOVANNI BOLDINI E LA VERA CORSA VERSO IL COLLE di Gianfranco Fisanotti
Le manovre per raggiungere l’agognato Colle hanno ormai superato il limite di guardia, anticipando una corsa sfrenata per determinare la scelta del Presidente futuro. Tutte le opzioni riguardano il timore, o
la volontà, di provocare le elezioni anticipate, mentre urge
proseguire con il programma di riforme legato al PNRR ed
ai finanziamenti – prestiti dell’Europa.
Da un lato, v’è un candidato autorevole come Mario Draghi che rassicura i
mercati e la finanza e, d’altro lato, si paventa un cambio di
guardia a Palazzo Chigi con il possibile sfaldamento delle
forze politiche ammassate al Governo, perché le liti sono
all’ordine del giorno e perché i 6.000 emendamenti alla
legge finanziaria mostrano una vera distanza tra la politica
dei compromessi e la linea costruttiva del Presidente del
Consiglio.
Chiunque capisce che con Draghi al Quirinale il primo Ministro da Lui indicato porterebbe avanti il programma senza interrompere la legislatura, ma non è
detto che il Ministro tecnico incaricato avrebbe il potere
carismatico di contemperare le esigenze di bandiera delle
varie forze politiche, comprese quelle che da tempo
scalpitano per il ricorso alle urne.
Il clima politico non è dei migliori, mentre è in corso una campagna vaccinale già contestata da milioni di cittadini. Del resto, la massiccia
astensione di così tanti elettori nell’ultima tornata
amministrativa, ha posto in luce una sfiducia sia verso la classe politica in genere sia verso le Istituzioni che non riescono più a parlare con la gente comune, quella che vive le asprezze di una economia gravata da troppe tasse, da evasioni fiscali imponenti, dalle spinte della malavita, dal caro-vita, dall’immigrazione fuori controllo e da nuove ondate di contagi.
Cavalli di razza se ne vedono davvero pochi, mentre crescono le divisioni ed una certa confusione tra le più importanti forze politiche perché la vera posta in gioco non è tanto la Presidenza della Repubblica, bensì l’identità delle
forze politiche che governeranno l’Italia dopo vere elezioni.
I “Due cavalli bianchi” dipinti da Giovanni Boldini tra il 1881 ed il 1886 – un magnifico olio su tela, 153 x 122,5 cm – in dotazione al
Museo Giovanni Boldini di Ferrara facevano parte di una articolata creazione intitolata “Le pont des Saints-Pères” per raffigurare una fanciulla che porta in salvo il piccolo fratellino fuori dalla strada, dove stanno arrivando due cavalli in piena corsa sfrenata.
Quest’opera, un capolavoro, suggerisce l’idea di una concitazione che può esprimere l’ansia della corsa, ma anche il senso di un pericolo difficile da
scampare. I cavalli di razza sono belli da ammirare, ma occorre evitare che nella loro corsa verso il traguardo facciano dei danni. Il processo elettorale non è poi una grande incognita se si guardano i sondaggi e tale consapevolezza spinge le forze politiche interessate ad accelerare, mentre chi teme
d’essere marginale vuole, comunque, tentare la carta della sopravvivenza nel nuovo Parlamento, ridimensionato già di per sé dalla “riforma” che ha ristretto il numero dei parlamentari.
Di questopasso, il punto di partenza – la conquista del Colle – rischia di coincidere con il punto finale per via dimolti parlamentari liberi da vincoli di partito, che vogliono terminare la legislatura. Così, mentre
ovunque si accendono le luci del Natale, resta incerta la speranza di una Italia migliore.
