Hub turistico Dogana, tutto in regola? di Nino Principato

Hub turistico Dogana, tutto in regola? di Nino Principato

L’HUB TURISTICO ALLA DOGANA DI MESSINA DA REALIZZARSI A CURA DELLA CITTÀ METROPOLITANA È TUTTO IN REGOLA?

È di questi giorni la notizia che la Città Metropolitana, di cui è sindaco Federico Basile, renderà pubblico il progetto che ha avviato per realizzare un hub croceristico all’interno dell’edificio della Dogana in tardo stile Liberty che fu progettato dall’ingegnere del Corpo Reale del Genio Civile Luigi Lo Cascio e realizzato tra il 1916 e il 1919.

L’anno scorso venne bandito un concorso di progettazione per la realizzazione di un polo turistico e croceristico all’interno di parte dell’edificio, giunse una sola offerta di uno studio di progettazione che superò la selezione e a cui è stato affidato l’incarico di redigere un piano di fattibilità tecnico economica dell’opera che andrà presentato entro il 20 gennaio 2024.

La Città Metropolitana, per questo progetto, ha a disposizione un milione di euro ottenuto dalla ripartizione del Fondo per la progettazione territoriale: il costo totale della progettazione è di 700.000 euro dei quali, 70.000, sono stati messi a premio per il concorso per i tre classificati (che saranno ridotti perché c’è stato un unico progetto candidato) e 630.000 euro serviranno per trasformare il piano di fattibilità tecnico economica in progetto esecutivo per la successiva gara d’appalto da 20 milioni di euro.

Fin qui la cronaca.

Il problema è quello che il palazzo della Dogana è di proprietà del Demanio ed è, attualmente, in comodato d’uso all’Agenzia delle Dogane e Monopoli, quindi Ministero delle Finanze, per cui, per realizzare l’hub turistico, la Città Metropolitana dovrebbe averne la concessione dal Demanio, dopo la restituzione di parte dell’area dalla stessa Agenzia al Demanio.

Come fa la Città Metropolitana a bandire un concorso su un bene di cui non ha ancora la concessione di comodato d’uso (salvo prova contraria), pagando in ogni caso parcelle di progettazione anche se l’hub turistico non dovesse essere realizzato?

Ultima ma non ultima, l’Autoritá di Sistema Portuale dello Stretto, nello scorso mese di giugno, ha pubblicato la gara per la costruzione del terminal crocieristico nel porto di Messina.

Si tratta di un bellissimo progetto cui l’Autorità di sistema ha previsto di contribuire nella forma di partenariato pubblico-privato con un finanziamento di 3,5 milioni di euro pari a circa il 47% del valore dell’investimento di realizzazione.

Una gara ad evidenza pubblica per affidare la concessione finalizzata alla realizzazione e gestione, in un progetto di partenariato pubblico-privato, di un terminal crocieristico (questo si, un vero terminal crocieristico), già oggetto di progetto esecutivo nel 2018 con una stima d’investimento da porre a base di gara pari a circa 7,6 milioni di euro.

Per tornare al previsto Hub turistico alla Dogana, della cui realizzazione non si è certi, ci si domanda perché il sindaco Basile pensa a far spendere 20 milioni di euro in un edificio di cui non è proprietaria la Città Metropolitana e nessuna attenzione rivolge, invece, al monastero normanno di San Filippo il Grande del 1100 a San Filippo Inferiore, questo si che è di proprietà comunale, lasciato nell’abbandono e nel degrado più totale. Nino Principato

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