GRASSI RISPONDE A SAMORÌ E CONFERMA IL CONSIGLIO DEL 30.9: “HO DATO ESECUZIONE ALLA RICHIESTA DI 51 CONSIGLIERI”
IL PRESIDENTE GRASSI RISPONDE A SAMORÌ E CONFERMA IL CONSIGLIO DEL 30 SETTEMBRE: “HO DATO ESECUZIONE ALLA RICHIESTA DI 51 CONSIGLIERI”
Pubblichiamo la nota ufficiale del Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, Renato Grassi, in risposta alla nota del 12/09/2026 del Segretario f.f. Prof. Giampiero Samorì.
Grassi chiarisce tutto:
Ho dato doverosamente esecuzione alla richiesta di convocazione del Consiglio Nazionale della D.C., pervenuta da 51 consiglieri nazionali con il riferimento ad una specifica norma statutaria. Il mio mancato adempimento avrebbe comportato l’autoconvocazione del Consiglio Nazionale da parte del primo firmatario della richiesta, con conseguente conflittualità e danno d’immagine per il Partito.”
Il Presidente conferma che l’incontro del 30 settembre a Roma sarà un’utile occasione di confronto per dirimere le controversie e rilanciare il Partito.
I numeri non mentono: 51 firme. La democrazia va avanti. Il Consiglio si farà.
Renato Grassi,
Presidente Nazionale della Democrazia Cristiana
In precedenza il Consigliere nazionale Giuseppe Migliara aveva segnalato una situazione incresciosa con questa nota sulla chat regionale: “Il consigliere nazionale della Democrazia Cristiana Giuseppe Migliara accusa il segretario nazionale facente funzioni Giampiero Samorì di aver contattato telefonicamente diversi componenti del Consiglio nazionale per convincerli a dimettersi e far così venir meno il numero legale. Secondo Migliara, l’obiettivo sarebbe impedire lo svolgimento del Consiglio nazionale urgente convocato per il 30 settembre a Roma, su richiesta di oltre 50 consiglieri. Migliara definisce il presunto tentativo un attacco alla democrazia interna e respinge l’ipotesi che le dimissioni possano fermare il confronto. Il consigliere assicura che i componenti favorevoli alla convocazione resteranno compatti e annuncia che la riunione si terrà per consentire al Consiglio di esprimersi sulla guida del partito. “La Democrazia Cristiana è del suo popolo, non è proprietà privata di nessuno”, afferma Migliara, che considera il 30 settembre una giornata decisiva per il futuro del partito”.
